Catalogo mostre
in primo piano Bartolomeo Cesi, La Trinità e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano, 1583-1585, Bologna, IRCCS - Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant’Orsola
Veduta della mostra. Courtesy Musei Civici d’Arte Antica, Comune di Bologna
Arte

Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci

Il Museo Civico Medievale di Bologna ospita la prima mostra monografica dedicata a Bartolomeo Cesi (1556-1629), pittore centrale e insieme appartato della scena artistica bolognese tra Cinque e Seicento. L’esposizione, a cura di Vera Fortunati, restituisce al pubblico la fisionomia di un maestro che, pur operando in diretto confronto con Agostino, Ludovico e Annibale Carracci, seppe elaborare un linguaggio autonomo, fondato su solennità compositiva, intensità spirituale e silenziosa contemplazione.

L’opera di Cesi

Allestita negli spazi del Lapidario, la mostra si concentra sugli anni più felici dell’attività di Cesi, tra il 1585 e il 1597 circa, quando il dialogo con le novità carraccesche si traduce in una pittura misurata, aderente ai dettami della Controriforma ma aperta a un naturalismo sublimato. Il percorso di visita riunisce oltre trenta opere, tra dipinti, disegni e monumentali pale d’altare, che permettono di attraversare i temi fondanti della sua poetica e di ricostruirne l’evoluzione stilistica.

Il percorso espositivo

L’itinerario espositivo è scandito in nuclei tematici che accompagnano il visitatore dalla formazione dell’artista alla produzione ritrattistica, dall’intensa attività grafica alle grandi pale destinate alle chiese e ai cicli decorativi, con particolare attenzione al rapporto con gli ordini monastici, soprattutto quello certosino. Le opere, presentate secondo una sequenza narrativa chiara e progressiva, invitano a una fruizione raccolta, in sintonia con il carattere meditativo della pittura di Cesi.

I restauri e la mostra diffusa

Un ruolo centrale è affidato ai restauri promossi dal Comune di Bologna, che hanno restituito leggibilità a dipinti a lungo difficilmente accessibili, offrendo al pubblico uno sguardo rinnovato su capolavori provenienti da chiese e istituzioni cittadine. La mostra si estende inoltre oltre il museo, configurandosi come un progetto diffuso che coinvolge la città: dalla Pinacoteca nazionale di Bologna alla chiesa di San Girolamo della Certosa, fino all’Archiginnasio, dove una ricostruzione in realtà virtuale consente di rivivere un ciclo decorativo perduto in seguito a un bombardamento degli Alleati nel 1944.

Gli apparati multimediali

A completare l’esperienza, strumenti digitali e apparati multimediali accompagnano la visita, favorendo un approfondimento accessibile e duraturo.

Ne emerge il ritratto di un artista capace di tradurre il sacro in immagini di austera bellezza, invitando lo spettatore a un tempo sospeso di silenzio e contemplazione.

Immagine di anteprima: Bartolomeo Cesi, Madonna col Bambino in gloria e i santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco, particolare, 1595-1598, Bologna, chiesa di San Giacomo Maggiore, Proprietà Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno

© Design People Soc. Coop.

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