exhibition

sono esposti insieme opere contemporanee e reperti archeologici

Gaza memoria viva

La Fondazione Merz ospita un progetto espositivo che mette in relazione reperti archeologici e pratiche contemporanee per restituire la profondità culturale di Gaza. Tra memoria materiale e narrazioni attuali, la mostra costruisce un dispositivo che interroga perdita e trasmissione, attivando un dialogo tra storia, immagini e vissuti.

veduta della mostra nella Unipol Tower di Milano

Materia e taglio tra Burri e moda giapponese

Un’opera di Alberto Burri e cinque abiti della scuola giapponese costruiscono, negli spazi di CUBO in Unipol Tower a Milano, un progetto espositivo che lavora sul nero come materia e struttura, mettendo in relazione pittura e moda attraverso superficie, taglio e sutura.

veduta della mostra

Andrea Branzi by Toyo Ito. Un sistema espositivo costruito per flussi

Alla Triennale Milano, “Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present” si configura come un sistema espositivo costruito per flussi, in cui oltre 400 opere si dispongono in un arcipelago tematico aperto. L’allestimento di Toyo Ito trasforma il percorso in uno spazio continuo da attraversare, tra installazioni, oggetti e ambienti che restituiscono la ricerca di Branzi come una pratica viva e in costante trasformazione.

Stanza con tavoli da allestimento

Un’esperienza multisensoriale alla scoperta del pianeta Terra

La mostra itinerante “Terra – Il Pianeta in 5 sensi” organizzata dall’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per l’anniversario dei suoi 25 anni. Rivolta sia alle scuole che al pubblico propone un percorso interattivo in cui vengono coinvolti i 5 sensi, con particolare attenzione verso le disabilità sensoriali. L’obiettivo è di far luce sull’influenza delle geoscienze nella vita di tutti i giorni senza che ce ne rendiamo conto.

veduta della mostra

Un progetto site-specific dentro una casa museo

La mostra “Depero. Space to Space” alla Casa Museo Bagatti Valsecchi è concepita come un intervento site-specific costruito a partire dalla relazione tra opera, architettura storica e abitare. Il progetto espositivo, sviluppato da a-fact architecture factory, con il contributo del LightScene Studio per il disegno illuminotecnico, assume come presupposto la natura domestica del museo e la trasforma in dispositivo narrativo.

pedana con esposte alcune attrezzature sportive (biciclette, sci)

Spazio, gioco e accessibilità nel progetto di Dotdotdot al MUSE

L’intervento dello studio di design definisce un impianto spaziale pensato per tradurre i contenuti scientifici legati alla pratica sportiva in esperienza diretta. L’allestimento della mostra “Oltre il traguardo” organizza oltre 500 mq in uno spazio aperto e inclusivo, dove la relazione tra corpo, movimento e conoscenza diventa parte integrante della visita.

manichino con abito Versace che riprende teste classiche a fianco di reperti archeologici

Archeologia e creatività: Gianni Versace e l’eredità della Magna Grecia

Nel cuore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute” propone un racconto che intreccia moda, archeologia, identità culturale, riportando simbolicamente lo stilista nella sua terra d’origine. Emergono con chiarezza i motivi che hanno attraversato l’opera dello stilista: il meandro, le iconografie mitologiche, il ricorso a simboli arcaici capaci di condensare forza, seduzione e memoria.

installazione con struttura in metallo a forma di barca e lana rossa

Un filo di lana per disegnare nell’aria

Il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita la prima mostra monografica in Italia dell’artista giapponese Chiharu Shiota. Fili neri e rossi si adattano agli spazi del museo dialogando con le opere esposte e coinvolgono i visitatori che li attraversano. “Il filo di lana riflette le mie emozioni”, ha dichiarato Shiota in una recente intervista, “ma riguarda anche le relazioni umane. Il filo è come i legami umani, proprio perché è sciolto, aggrovigliato e intrecciato”.

pattinatrice sulla pista di ghiaccio artificiale realizzata all'interno della sala da ballo del settecentesco Palazzo Diedo

Pattinare sul ghiaccio tra gli affreschi del Settecento

Nell’anno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 Berggruen Arts & Culture presenta a Venezia Eisfeld II. L’installazione realizzata da Olaf Nicolai nella sala da ballo di Palazzo Diedo ci interroga sulla destinazione d’uso dei luoghi d’arte e invita il pubblico a sperimentare e a partecipare direttamente mentre si trova all’interno di questi spazi.

1 2 3 5