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veduta di una vetrina con i disegni della donazione
Veduta della mostra. Foto O. De Carlo
Arte

Il fascino discreto del disegno. La donazione Alessandro Zacchi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna

La mostra della Pinacoteca Nazionale di Bologna porta al centro dell’attenzione il disegno come luogo privilegiato di invenzione, studio e trasmissione del sapere artistico. Allestita negli spazi della Sala Clementina, l’esposizione nasce dalla donazione effettuata nel 2024 da Alessandro Zacchi, studioso e collezionista di riferimento nel campo della grafica, e si configura come un arricchimento significativo delle collezioni pubbliche del museo.

La donazione Zacchi

Il percorso presenta una selezione di circa sessanta disegni, scelti all’interno di un nucleo più ampio che comprende anche stampe, offrendo uno sguardo ampio e articolato sulla grafica italiana dal XV al XX secolo. I fogli esposti restituiscono la varietà di funzioni e di linguaggi del disegno, mettendo in dialogo opere attribuibili a grandi maestri attivi tra Rinascimento e Ottocento. Tra i nomi in mostra figurano Bartolomeo Passerotti, Ludovico Carracci, Domenichino e Guercino, accanto a protagonisti dell’Ottocento e del Novecento come Tommaso Minardi, Alessandro Guardassoni e Alessandro Cervellati.

Il percorso espositivo

Curata da Marzia Faietti, Elena Rossoni e Mirella Cavalli, la mostra è organizzata per nuclei tematici che attraversano la collezione, toccando ambiti come la composizione, la figura, il ritratto e la caricatura, fino alle vedute e ai paesaggi. Questa articolazione accompagna il visitatore in un percorso di lettura che mette in evidenza il rigore critico e la passione collezionistica che hanno guidato la formazione del fondo Zacchi, invitando a soffermarsi sul disegno come spazio di ricerca e di libertà espressiva.

Una sezione speciale è dedicata all’incisore Francesco Rosaspina, dal quale proviene un gruppo consistente di fogli. Questo focus è arricchito da un approfondimento sulla sua attività didattica e artistica, che trova riscontro anche in opere e documenti legati all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sottolineando il ruolo formativo e culturale della grafica nel contesto cittadino.

L’esperienza di visita è accompagnata da apparati di studio e contestualizzazione che favoriscono una fruizione attenta e consapevole delle opere. Nel suo insieme, la mostra invita a rallentare lo sguardo e a riconoscere nel segno tracciato sulla carta una testimonianza intima e preziosa del fare artistico, capace di parlare con discrezione ma con straordinaria profondità al presente.

Immagine di anteprima: Luigi Busi, Studio per la testa di Ernestina, particolare, 1860-1862. Courtesy Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali dell’Emilia-Romagna, foto Roberta Capaldi

© Design People Soc. Coop.

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