Catalogo mostre
sala della sezione Effetto Notte
Veduta della mostra. © Studio Gonella
Arte

Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni

Alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino la mostra accompagna il visitatore in un attraversamento lento e stratificato del tema del notturno, indagato nell’arte figurativa dall’inizio del Seicento alla contemporaneità. La mostra, curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato, riunisce circa un centinaio di opere provenienti da importanti istituzioni pubbliche e collezioni private europee, accanto a un nucleo significativo appartenente alle collezioni della GAM.

Il percorso espositivo

Ordinato tematicamente e al tempo stesso attento alla successione cronologica delle diverse stagioni culturali, il percorso espositivo si sviluppa in quattordici sale, costruendo un racconto che mette in relazione arte, scienza e immaginazione. La notte emerge come luogo privilegiato di sperimentazione tecnica e riflessione poetica, ma anche come tempo dell’osservazione scientifica e dell’indagine razionale, in un continuo dialogo tra sentimento e conoscenza.

Dal rapporto tra arte e scienza al Romanticismo

L’incipit della mostra è dedicato al rapporto tra arte e scienza, con la presenza del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei, posto in dialogo con le prime raffigurazioni astronomiche e con una tradizione allegorica ancora viva tra Sei e Settecento. Seguono le sale dedicate all’Ottocento, dove le vedute notturne intrecciano l’accuratezza topografica con una nuova sensibilità romantica, e quelle che introducono il visitatore nella dimensione sospesa e visionaria del primo Novecento.

La notte come spazio dell’immaginazione

Il cuore del percorso è occupato dalla stagione simbolista e onirica, in cui sogno, mito e introspezione trasformano la notte in uno spazio mentale e immaginativo. Le ricerche italiane trovano spazio accanto alle esperienze internazionali, in dialoghi serrati tra pittura e scultura, fino alle declinazioni astratte e cosmiche della seconda metà del Novecento. Nelle sale finali, lo sguardo si apre alla volta stellata come immagine di infinito, ma anche alla notte intesa come metafora della storia e dei suoi conflitti, in un confronto diretto e doloroso con il presente.

Nel suo insieme, l’esposizione propone un’esperienza di visita in cui il tema del notturno si rivela nella sua duplice natura: spazio dell’immaginazione e del mistero, ma anche terreno di conoscenza, osservazione e consapevolezza.

Immagine di anteprima: Maria Clara Eimmart, Raffigurazioni di fenomeni celesti – Fase lunare osservata il 23 aprile 1693, 1693-1698, Museo della Specola, Sistema Museale di Ateneo, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, foto Marco Pintacorona

© Design People Soc. Coop.

Altre mostre

15 marzo 2024
14 luglio 2024
Museo di San Pietro all’Orto
Massa Marittima
12 febbraio 2025
11 maggio 2025
Parco archeologico del Colosseo, Uccelliere Farnesiane
Roma
8 dicembre 2023
29 settembre 2024
Cavallerizza Ducale
Lucca