Un filo di lana per disegnare nell’aria
Il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Chiharu Shiota: The Soul Trembles, una grande mostra monografica dedicata all’artista giapponese, nata a Osaka nel 1972 e residente a Berlino, che ripercorre in modo ampio e articolato l’intera sua produzione. Il progetto, concepito originariamente per il Mori Art Museum di Tokyo, approda al MAO in anteprima nazionale e per la prima volta in assoluto in un museo di arte asiatica, trovando negli spazi e nelle collezioni del museo torinese un contesto di dialogo e risonanza particolare.
L’opera dell’artista giapponese
Al centro della ricerca di Chiharu Shiota vi è l’esplorazione dell’intangibile: memoria, emozioni, assenza, identità, vita e morte. Le sue opere, spesso ispirate da esperienze personali, danno forma a interrogativi universali e coinvolgono lo spettatore in un’esperienza che è al tempo stesso fisica e interiore. Disegni, fotografie, sculture e installazioni ambientali restituiscono un percorso coerente, in cui il gesto artistico si fa spazio di contemplazione e di ascolto, capace di accogliere la fragilità e la vulnerabilità dell’essere umano.
L’allestimento
Il percorso espositivo al MAO è concepito come un’unica grande installazione che si espande dall’area delle mostre temporanee fino alle gallerie delle collezioni permanenti, instaurando un dialogo diretto con le opere del museo. L’allestimento accompagna il visitatore lungo un attraversamento continuo, in cui le installazioni monumentali trasformano i volumi architettonici e ridefiniscono la percezione degli ambienti. Accanto a opere storiche, la mostra include interventi site-specific e nuove opere realizzate appositamente per l’occasione, pensate in relazione agli spazi e al carattere del museo.
Le installazioni
Tra le installazioni più iconiche presenti in mostra, Uncertain Journey avvolge lo spazio con una fitta trama di fili rossi che circonda gli scheletri di imbarcazioni, evocando l’idea del viaggio e dei molti incontri possibili alla sua conclusione. Where Are We Going? richiama anch’essa il motivo della barca, suggerendo visioni di vite e futuri incerti. In In Silence, un pianoforte bruciato e alcune sedute, immersi in un reticolo di fili neri, raccontano il silenzio che segue la distruzione, mentre Reflection of Space and Time utilizza un abito e la sua immagine specchiata per riflettere sulla presenza nell’assenza. Inside – Outside affronta il tema della separazione tra interno ed esterno, privato e pubblico, Est e Ovest, mentre la monumentale Accumulation – Searching for the Destination presenta centinaia di valigie sospese, simbolo di ricordo, spostamento e migrazione, come archetipo del viaggio compiuto da ciascun individuo.
I primi lavori
La mostra ripercorre anche le fasi iniziali della ricerca dell’artista, dai primi disegni e dipinti fino alle performance degli anni Novanta, documentate attraverso fotografie e video. In questi lavori emerge il passaggio dalla pittura all’uso del corpo e dello spazio come luoghi di espressione diretta, fino all’introduzione dei fili di lana, che diventeranno il tratto distintivo del suo linguaggio. Per Shiota, il filo è come una linea tracciata nell’aria, un mezzo che riflette emozioni e relazioni umane, capace di intrecciarsi, spezzarsi, accumularsi, restituendo visivamente la complessità dei legami.
Il MAO e l’arte contemporanea
L’allestimento al MAO valorizza questa dimensione immersiva e processuale, trasformando il museo in un organismo vivo, in continua evoluzione. Le opere si inseriscono tra le collezioni di arte asiatica, generando un confronto transtemporale che amplia il campo di significato della mostra e invita il visitatore a un’esperienza di tempo lento, di ascolto e di riflessione. In questo contesto, The Soul Trembles si configura come un viaggio interiore e condiviso, in cui l’arte contemporanea dialoga con la storia e con la dimensione spirituale, offrendo uno spazio da attraversare, in cui sostare e lasciarsi avvolgere dalle trame invisibili che legano l’individuo al mondo.
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