miscellanea/ branding

Un sistema visivo per un evento globale

Render del Tesero Cross-Country Skiing Stadium che ospita le gare olimpiche di sci di fondo e combinata nordica e le gare paralimpiche di biathlon e sci di fondo. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Render del Tesero Cross-Country Skiing Stadium che ospita le gare olimpiche di sci di fondo e combinata nordica e le gare paralimpiche di biathlon e sci di fondo. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026

L’identità visiva dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si configura come un progetto di graphic design sistemico, sviluppato e coordinato dalla Fondazione Milano Cortina 2026, capace di governare la complessità di un evento globale attraverso un linguaggio unitario, flessibile e riconoscibile. L’immagine coordinata ne rappresenta l’architettura portante: un dispositivo visivo che non si limita a decorare, ma struttura l’esperienza dei Giochi, traducendo valori, ritmo e movimento in segni, colori e superfici.

Il gesto umano come matrice progettuale

Il progetto nasce a partire dalla Brand Personality di Milano Cortina 2026 ed è guidato dal lavoro del team Brand, Identity and Look of the Games della Fondazione. Al centro del sistema visivo c’è il gesto umano, assunto come matrice generativa: il gesto dell’atleta, ma anche quello del creativo, dell’interprete culturale, del progettista. Un segno originario che diventa tratto grafico, traiettoria, ritmo visivo e che connette emblema, tipografia e asset in un linguaggio coerente e dinamico, espressione di una “nuova bellezza italiana” intesa come energia, inclusività e talento.

Dalle venue alla comunicazione

Il “Look of the Games” è concepito come un sistema adattivo, progettato per essere applicato su scale molto diverse mantenendo una forte identità. Dalle grandi venue sportive agli impianti temporanei, dagli spazi urbani alle piste, fino alla comunicazione digitale e analogica, il linguaggio visivo accompagna e orienta, costruendo continuità tra luoghi, discipline e pubblici. Il sistema è pensato per essere riconoscibile e generativo, capace di rinnovarsi nelle applicazioni pur mantenendo una matrice comune, coordinata dal team di identità visiva della Fondazione.

Il segno come sintesi del movimento

All’interno di questo impianto trovano una collocazione precisa i pittogrammi olimpici e paralimpici, sviluppati a seguito di una fase di collaborazione con le Federazioni Internazionali. Sedici pittogrammi per gli sport olimpici e sei per quelli paralimpici traducono il gesto atletico nella sua forma più essenziale. Il progetto restituisce un segno autoriale, elegante e dinamico, capace di coniugare chiarezza funzionale e qualità espressiva all’interno del sistema visivo complessivo.

Gli Iconic Posters tra arte e progetto

Una declinazione chiave dell’identità visiva è rappresentata dagli “Iconic Posters”, presentati in Triennale a Milano come progetto sviluppato dalla Fondazione Milano Cortina 2026 con la curatela artistica di Damiano Gullì. Le opere, firmate da Olimpia Zagnoli e Carolina Altavilla, traducono l’identità dei Giochi in immagini autonome e fortemente riconoscibili. Due visioni complementari che interpretano lo “spirito italiano” attraverso linguaggi contemporanei: da un lato un segno immediato, simbolico e vibrante; dall’altro una narrazione inclusiva e collettiva, che pone al centro la partecipazione e la dimensione condivisa dei Giochi Paralimpici.

Render dell'interno della Milano Ice Skating Arena che ospita Short track e pattinaggio di figura. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Render dell’interno della Milano Ice Skating Arena che ospita Short track e pattinaggio di figura. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Render del Livigno Snow Park che ospita lo Snowboard e quattro competizioni di sci freestyle. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Render del Livigno Snow Park che ospita lo Snowboard e quattro competizioni di sci freestyle. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
tazze con i colori e il logo dei Giochi
Un esempio di merchandising dei Giochi. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
taccuino con colori e logo dei Giochi
Un esempio di merchandising dei Giochi. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Alcuni dei pittogrammi olimpici e paralimpici. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Alcuni dei pittogrammi olimpici e paralimpici. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
un volto con montagne sullo sfondo e i 5 cerchi olimpici a mo' di occhiali
L’Iconic Poster dei Giochi disegnato da Olimpia Zagnoli. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Le torce olimpiche e paralimpiche disegnate da Carlo Ratti Associati. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Le torce olimpiche e paralimpiche disegnate da Carlo Ratti Associati. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Render del braciere olimpico. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Render del braciere olimpico. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
I podi olimpici e paralimpici dei Giochi. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
I podi olimpici e paralimpici dei Giochi. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Le medaglie olimpiche di Milano Cortina 2026. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026
Le medaglie olimpiche di Milano Cortina 2026. Courtesy Fondazione Milano Cortina 2026

Il design delle torce

Il progetto di identità si estende con coerenza anche agli oggetti simbolici. Le torce olimpiche e paralimpiche, denominate “Essential”, rappresentano una sintesi di design, tecnologia e sostenibilità. Sono realizzate da Eni in collaborazione con Versalis mentre il design è sviluppato dallo Studio Carlo Ratti Associati, e l’ingegnerizzazione e la produzione sono affidate a Cavagna Group. La forma essenziale mette al centro la fiamma, resa visibile attraverso un’apertura longitudinale, mentre le superfici riflettenti e cangianti amplificano il dialogo con la luce e l’ambiente. Le differenze cromatiche rafforzano l’identità dei due eventi all’interno di un linguaggio unitario.

I bracieri tra progetto e territorio

Lo stesso approccio progettuale guida il design dei bracieri olimpici e paralimpici. Disegnati da Marco Balich, in collaborazione con Lida Castelli e Paolo Fantin, e realizzati in partnership con Fincantieri, i due bracieri di Milano e Cortina d’Ampezzo sono concepiti come strutture scenografiche e simboliche. Il riferimento ai nodi leonardeschi traduce in forma tridimensionale il dialogo tra natura e ingegno umano, rafforzando il racconto visivo dei Giochi diffusi.

I podi come estensione del sistema visivo

L’identità visiva trova una declinazione significativa anche nelle cerimonie di premiazione attraverso i podi ufficiali dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Progettati dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con lo studio Cavaletti + Pagliariccio, i podi sono pensati come elementi modulari, accessibili e adattabili alle diverse discipline. Il design combina essenzialità formale e attenzione ai materiali, traducendo in forma tridimensionale i valori di inclusione e sostenibilità.

Il design delle medaglie

A completare il progetto concorrono le medaglie olimpiche e paralimpiche, concepite come oggetti di design essenziale e fortemente simbolico. Il loro disegno è sviluppato dal team di design del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026 e si fonda sull’idea di unione: due metà che rappresentano il percorso dell’atleta e di tutte le persone che lo hanno accompagnato, interpretando la vittoria come esito collettivo. La realizzazione è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che unisce competenze di conio, precisione tecnica e attenzione alla sostenibilità.

Un’identità progettata come sistema

Nel loro insieme, l’immagine coordinata e le sue declinazioni – dalla grafica ambientale agli oggetti iconici – costruiscono un’identità visiva solida e articolata, frutto di un lavoro corale che coinvolge team di progetto, designer, artisti e partner industriali. Un progetto di graphic design che attraversa scale, supporti e materiali diversi senza perdere coerenza, restituendo l’immagine di Milano Cortina 2026 come sistema visivo contemporaneo, progettato per trasformare il gesto umano in segno e il design in esperienza condivisa.

© Design People Soc. Coop.