
Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura
La mostra propone una lettura della storia della Manifattura Ginori di Doccia come dialogo continuo tra creatività artistica e sperimentazione tecnica, tra ricerca estetica e progresso scientifico. L’esposizione ripercorre infatti due secoli di produzione ceramica mettendo in scena il confronto costante tra idea, materia e processo.
La nascita della manifattura
Curata da Oliva Rucellai e Rita Balleri e organizzata dal MIC Faenza e dalla Fondazione Museo Ginori, l’esposizione si sviluppa attraverso opere e manufatti provenienti dalle collezioni delle due istituzioni. Il racconto prende avvio dalla fondazione della manifattura e dalle ricerche sull’impasto della porcellana, per articolarsi in una sequenza di sezioni dedicate alle sculture in porcellana, all’evoluzione della decorazione pittorica e all’ampliarsi della tavolozza cromatica.
Tra scultura e quotidianità
Tra i nuclei centrali, il confronto tra i due gruppi di Amore e Psiche, esposti per la prima volta insieme, restituisce il carattere sperimentale della produzione scultorea in porcellana, mentre una sezione dedicata alla fornace a quattro piani apre uno sguardo sulla produzione d’uso quotidiano, tra funzionalità ed economia di risorse.
La produzione industriale
Il percorso accompagna il visitatore anche attraverso le innovazioni ottocentesche nella decorazione seriale, nella cromolitografia e nell’impiego della fotografia applicata alla porcellana, fino al passaggio della Ginori a realtà industriale. La mostra si chiude con uno sguardo rivolto al Novecento, quando la Richard-Ginori avvia la produzione di porcellane elettrotecniche, raramente esposte in ambito museale, completando un racconto che intreccia arte, tecnica e industria.
Immagine di anteprima: Manifattura Ginori, Amore e Psiche, porcellana dal marmo antico nella Tribuna della Galleria degli Uffizi, 1750 ca., MIC Faenza
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