Catalogo mostre
il dipinto è esposto all'interno del camino della sala
Sala della stufa valtellinese, veduta della mostra. Foto Elena Datrino. L'opera di Fortunato Depero è "(L’uomo con la pipa) Fumatore e fiore", 1946, Mart, Fondo Depero
Arte

Depero Space to Space. La creazione della memoria

La mostra presenta oltre quaranta opere di Fortunato Depero, realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta, all’interno delle sale del Museo Bagatti Valsecchi. Il progetto mette in relazione la ricerca dell’artista con la casa museo neorinascimentale dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, accomunati dal desiderio di abitare spazi in cui antico e contemporaneo possano convivere.

L’integrazione con lo spazio domestico

Il percorso si sviluppa attraverso gli ambienti della dimora storica, dove dipinti, tarsie, oggetti e progetti dialogano con arredi, collezioni e architetture permanenti. Le opere non sono collocate come elementi estranei, ma entrano nelle stanze integrandosi con lo spazio domestico: sostituiscono temporaneamente opere storiche, si accostano agli arredi e ne diventano complemento, trasformando ogni ambiente in un episodio del racconto espositivo.

L’allestimento

L’allestimento, appositamente progettato da Giovanni Sanna per a-fact architecture factory con il contributo del progetto illuminotecnico di LightScene Studio, costruisce un dialogo continuo tra le opere di Depero e gli interni della casa museo, esaltandone la dimensione spazio-temporale. Le sale si configurano come dispositivi narrativi in cui la relazione tra linguaggi e secoli diversi diventa parte integrante dell’esperienza di visita.

In alcuni spazi l’allestimento stabilisce relazioni puntuali con gli elementi della casa: opere collocate tra tavole antiche, interventi che utilizzano armadiature e boiserie come supporti espositivi o che si inseriscono nelle funzioni originarie degli ambienti, costruendo un sistema di rimandi tra le opere e lo spazio abitato.

Lo spazio elemento attivo della narrazione

Il percorso è arricchito da interventi sonori ideati da Gaetano Cappa per l’Istituto Barlumen: voci, musiche e ambienti acustici accompagnano il visitatore e contribuiscono a trasformare la visita in un’esperienza immersiva. L’intreccio tra opere, architettura e suono restituisce una visione unitaria in cui lo spazio non è semplice contenitore, ma elemento attivo della narrazione, capace di mettere in relazione epoche, linguaggi e modalità dell’abitare l’arte.

Immagine di anteprima: Fortunato Depero, Cavalli sulla corda, particolare, 1948, Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero. © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026

© Design People Soc. Coop.

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