
Etel Adnan e Giorgio Morandi. Vibrazioni
Il Museo Morandi di Bologna accoglie il progetto espositivo che mette per la prima volta in dialogo diretto le opere di due grandi artisti del XX e del XXI secolo, a cura di Daniel Blanga Gubbay. La mostra inserita nel programma di ART CITY Bologna 2026, costruisce un percorso di sottili risonanze tra la pittura del bolognese Giorgio Morandi e quella della libanese, naturalizzata americana, Etel Adnan.
Influenze e analogie
I due artisti hanno portato avanti una ricerca pittorica accomunata dall’influenza di Paul Cezanne, fondata su una modulazione del colore capace di restituire la realtà oltre la sua mera rappresentazione. Un’analogia che si sviluppa tuttavia in contesti geografici e temporalità storico-culturali lontani: da un lato la Bologna del Novecento, dall’altro la San Francisco del secolo corrente.
La vibrazione del colore
Attraverso pochi motivi essenziali, entrambi inseguono una forma di purezza del sentimento, affidandosi a geometrie semplici, oggetti quotidiani ed elementi naturali che sembrano perdere consistenza nel contorno per lasciare spazio alla vibrazione del colore. Morandi, circondato dalla campagna emiliana, modula grigi, beige e tonalità smorzate che fanno tremare i contorni. Adnan affida a montagne, soli e orizzonti campiture intense e contrasti cromatici, sciogliendo il dato naturale in forme essenziali, quasi astratte, dove il colore diventa presenza assoluta.
Il percorso espositivo
La mostra riunisce otto paesaggi di Etel Adnan e dieci opere di Giorgio Morandi tra paesaggi e nature morte, provenienti in larga parte dalle collezioni del Museo Morandi. Il percorso invita a cogliere affinità non come influenza diretta, ma come convergenza di sguardi: una pratica pittorica in cui la forma nasce dalla luce e dalla relazione tra i colori, più che dal contorno.
Immagine di anteprima: Etel Adnan, Sans Titre, 2015, Collezione privata. Foto di Hafid Lhachmi – ADAGP Paris, 2025-6. © Etel Adnan by SIAE 2026
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