
Gianni Berengo Gardin. Lo studio di Giorgio Morandi
La mostra, a cura di Vincenzo Trione, è presentata alle Gallerie d’Italia di Milano come uno dei capitoli del progetto diffuso Metafisica/Metafisiche. L’esposizione si concentra sullo sguardo di Berengo Gardin sul luogo più intimo della ricerca morandiana: l’atelier bolognese dell’artista, documentato prima del suo smantellamento nel 1993.
Lo studio di Giorgio Morandi
Nel suggestivo caveau del museo è riunita una serie di 26 fotografie che restituiscono l’ambiente raccolto dello studio, osservato come uno spazio appartato e silenzioso in cui si compone il lavoro quotidiano del pittore. Gli scatti si soffermano sugli oggetti che popolano la stanza – bottiglie, vasi, piatti, caffettiere – gli stessi che ricorrono nelle sue nature morte, rivelandone la presenza concreta e la disposizione nello spazio.
Un “viaggio in una stanza”
Il percorso si configura come un attraversamento visivo dell’atelier, in cui la fotografia entra in dialogo con la memoria della pratica pittorica di Morandi. Lo sguardo di Berengo Gardin, attento e misurato, accompagna il visitatore in un “viaggio in una stanza” che restituisce l’atmosfera sospesa e la dimensione operativa di quel luogo.
Il fotografo e il pittore
Inserita nel contesto del progetto espositivo dedicato alla Metafisica e alle sue risonanze, la mostra costruisce un itinerario concentrato e unitario, in cui le immagini dell’atelier diventano occasione per avvicinarsi al processo di osservazione e di concentrazione che ha guidato il lavoro del pittore, restituendo al pubblico la presenza silenziosa degli oggetti e dello spazio in cui sono stati concepiti.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. © Lorenzo Palmieri per Electa
© Design People Soc. Coop.