UranIA: un assistente conversazionale per il museo tra accessibilità immediata e rigore scientifico

Al MUSE – Museo delle Scienze di Trento prende forma UranIA, un sistema di assistenza conversazionale progettato per accompagnare la visita attraverso un’interazione continua, accessibile e personalizzata. Il progetto introduce un modello di fruizione basato su intelligenza artificiale linguistica che si integra nel percorso espositivo senza sovrapporsi agli strumenti tradizionali, ma affiancandoli in modo complementare.
Accesso immediato, senza passaggi intermedi
Il concept si fonda su un principio di riduzione delle barriere tecnologiche. UranIA adotta un’architettura “app-less” che elimina la necessità di download e installazioni, sfruttando un ambiente già familiare come WhatsApp. In questo modo il dispositivo personale del visitatore diventa il punto di accesso immediato al sistema, attivo dall’ingresso fino all’uscita. La scelta progettuale incide direttamente sul comportamento di visita: riduce i tempi di attivazione, evita interruzioni e consente un’interazione distribuita lungo tutto il percorso.
Contenuti verificati, risposte affidabili
Dal punto di vista funzionale, il sistema si basa su una Knowledge Base strutturata e validata dal personale scientifico del museo, organizzata in aree tematiche che riflettono l’articolazione delle gallerie. Questa impostazione garantisce coerenza e controllo dei contenuti, introducendo un modello di intelligenza artificiale circoscritto e verificato. Le risposte derivano esclusivamente da fonti certificate, eliminando il rischio di informazioni non attendibili o di “allucinazioni” tipiche dei sistemi non controllati.
Un’interazione continua tra spazio e contenuti
L’interfaccia conversazionale introduce una modalità di fruizione non lineare: il visitatore può interrogare il sistema in qualsiasi momento, costruendo un proprio percorso di approfondimento. La possibilità di utilizzare messaggi vocali rappresenta una scelta progettuale rilevante, perché consente di mantenere lo sguardo libero dallo schermo e di continuare a interagire con lo spazio espositivo. L’esperienza si sviluppa così in parallelo tra ambiente fisico e livello informativo.
Una tecnologia pensata anche per la condivisione
Un ulteriore elemento riguarda la dimensione collettiva della visita. UranIA è pensata per essere utilizzata anche su un unico dispositivo condiviso da gruppi o famiglie, evitando la frammentazione dell’esperienza e favorendo momenti di interazione comune. La tecnologia si inserisce come supporto all’interno delle dinamiche di visita, senza isolarle.
Dalla definizione del concept allo sviluppo del sistema
Il progetto è stato sviluppato da EBITmax, con il coordinamento di Davide Zari in qualità di product owner e general manager, in collaborazione con il team dei servizi al pubblico del museo. Il partner tecnologico Erlang Solutions ha contribuito alla costruzione dell’infrastruttura linguistica e ai processi di validazione, lavorando sulla qualità delle interazioni multilingua e sull’aderenza alla base dati certificata. Il processo ha incluso studio di fattibilità, definizione del concept e sviluppo della Knowledge Base.
Un supporto adattivo alla visita
Dal punto di vista dell’esperienza, UranIA introduce un sistema di accompagnamento continuo che si attiva su richiesta, senza imporre un percorso predefinito. Il vantaggio risiede nella possibilità di adattare il livello di approfondimento alle esigenze del singolo visitatore, mantenendo un controllo rigoroso sui contenuti. La tecnologia agisce come dispositivo di mediazione flessibile, integrandosi con il lavoro del personale e ampliando le modalità di fruizione del museo.
© Design People Soc. Coop.



