architetture temporanee
palazzo di inizio Novecento che ospita il flagship store Ferrari. Bandiere rosso Ferrari ne segnalano la presenza
Veduta esterna del flagship store Ferrari a Londra. Foto Ed Reeve. Courtesy Ferrari
Si apprezzano i materiali utilizzati nell'allestimento: Acciaio spazzolato, cemento, vetro e alluminio
Veduta interna del flagship store Ferrari a Londra. Foto Ed Reeve. Courtesy Ferrari
Sulla sinistra si vede la scala centrale elemento che caratterizza l'intervento
Veduta interna del flagship store Ferrari a Londra. Foto Ed Reeve. Courtesy Ferrari
la scala centrale
Veduta interna del flagship store Ferrari a Londra. Foto Ed Reeve. Courtesy Ferrari
gli espositori riprendono i materiali che caratterizzano l'allestimento
Veduta interna del flagship store Ferrari a Londra. Foto Ed Reeve. Courtesy Ferrari
Stanza in cui sono esposti pezzi unici, oggetti da collezione, legati alla storia Ferrari
Veduta del caveau del flagship store Ferrari a Londra in cui sono esposti oggetti da collezione. Foto Ed Reeve. Courtesy Ferrari

Officina Ferrari. Materia, spazio e dispositivo narrativo nel flagship store di Londra

L’intervento realizzato per il nuovo flagship store Ferrari a Londra si inserisce all’interno di un edificio storico di inizio Novecento, caratterizzato da una facciata in stile Queen Anne del 1905, mantenuta integralmente come elemento identitario e urbano. Su questo involucro conservato si innesta un progetto che lavora per contrasto e continuità, trasformando lo spazio interno in un dispositivo contemporaneo capace di tradurre i valori del brand in esperienza.

Il progetto nasce dal direttore creativo Rocco Iannone con la collaborazione di Formafantasma e Gonzalez Haase AAS e assume le caratteristiche di un’architettura temporanea pur operando in un edificio permanente. In questa tensione si definisce il progetto: uno spazio di 850 mq che non si limita a ospitare prodotti, ma che si configura come una messa in scena, aggiornabile nel tempo.

L’intervento architettonico: ridefinire senza sovrascrivere

L’intervento di Gonzalez Haase AAS si concentra sulla trasformazione dello spazio interno, lasciando invariata la presenza urbana dell’edificio. La facciata è preservata, mentre l’interno viene completamente riorganizzato come ambiente unitario e contemporaneo.

L’architettura non introduce nuovi volumi autonomi, ma lavora sulla struttura esistente: connette i livelli, chiarisce le relazioni e costruisce una continuità spaziale leggibile. Più che aggiungere, ridefinisce. Ne deriva un contenitore attivo, predisposto ad accogliere configurazioni variabili senza perdere coerenza.

Materia come linguaggio: l’intervento di Formafantasma

L’interno si distacca dal linguaggio storico dell’involucro. Acciaio spazzolato, cemento, vetro e alluminio definiscono un ambiente essenziale, quasi industriale, che richiama l’immaginario dell’Officina Ferrari, intesa come luogo di produzione e trasformazione. Le tre sculture del piano terra sono realizzate a partire da una portiera d’auto.

L’intervento di Formafantasma si misura proprio su questa costruzione materica. I materiali non sono trattati come finiture, ma come elementi attivi: l’acciaio introduce superfici riflettenti ma controllate, il cemento stabilisce una base continua, vetro e alluminio costruiscono permeabilità e profondità. Ogni elemento è dichiarato e contribuisce a un linguaggio che evita la decorazione e privilegia la chiarezza costruttiva.

Spazio continuo e dispositivi espositivi

La disposizione interna si sviluppa su più livelli, articolando un percorso che alterna apertura e concentrazione. Gli ambienti non sono compartimenti chiusi, ma campi continui in cui i dispositivi espositivi organizzano lo spazio senza interromperlo.

I prodotti sono trattati come “pezzi”, collocati su supporti che ne enfatizzano la presenza. L’allestimento lavora per isolamento e misura: ogni elemento è leggibile, inserito in un sistema coerente che evita sovrapposizioni.

Allestimento per sottrazione

L’assenza di decorazione e la riduzione degli elementi costruiscono un rapporto diretto tra oggetto e spazio. La materia architettonica agisce come sfondo attivo, amplificando la percezione e orientando lo sguardo.

In questo equilibrio, i dispositivi non costruiscono scenografie, ma definiscono condizioni: superfici, appoggi, relazioni che mantengono lo spazio aperto e riconfigurabile.

Ritmo e variazioni nel percorso

All’interno del percorso emergono ambienti con una maggiore intensità, come l’area dedicata ai pezzi più esclusivi, concepita come un caveau, o le zone più raccolte assimilabili a un atelier. Questi episodi introducono variazioni e articolano il ritmo della visita.

La differenza non avviene per rottura, ma per modulazione: cambia la densità, cambia la concentrazione, mantenendo continuità con il linguaggio complessivo.

Dal retail al dispositivo narrativo

La filosofia del progetto si fonda sul superamento della funzione commerciale dello spazio. Il flagship store diventa un luogo di sperimentazione, in cui architettura, design e prodotto costruiscono un racconto unitario.

In questa prospettiva, l’allestimento non è un supporto neutro, ma una struttura narrativa che organizza l’esperienza.

Una struttura aperta nel tempo

Considerato come architettura temporanea, il progetto si distingue per la capacità di adattarsi. La flessibilità degli spazi e la neutralità controllata dei materiali consentono di accogliere nuove configurazioni senza alterare l’identità complessiva.

L’intervento di Formafantasma si inserisce in questa logica come traduzione dei valori del brand nello spazio. Ne deriva un ambiente che mantiene una tensione tra precisione e astrazione, restituendo un’esperienza più vicina a una mostra che a un punto vendita.

© Design People Soc. Coop.