Vivere Kainua. Il nuovo allestimento del MNEMA di Marzabotto
Affacciato sul paesaggio dell’Appennino bolognese e strettamente legato al tracciato dell’antica Kainua, il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto riapre al pubblico con un nuovo allestimento che ridefinisce il rapporto tra collezioni, area archeologica e territorio. Il progetto “Vivere Kainua” supera la tradizionale separazione tra museo e parco archeologico, trasformando l’esperienza di visita in un racconto unitario che intreccia reperti, paesaggio e contemporaneità. Più che un aggiornamento espositivo, il riallestimento propone una nuova modalità di attraversare e interpretare Kainua, una delle poche città etrusche ancora leggibili nel proprio impianto urbano originario.
Una città da percorrere
Il nuovo percorso museale prende forma attorno al concetto di “Kainua. Manuale d’uso”, che considera la città etrusca il vero protagonista della visita. Le sale del museo e l’area archeologica vengono lette come parti di un unico organismo narrativo, dove gli oggetti conservati nelle vetrine trovano continuità nelle strade, nelle fondazioni e negli spazi aperti del sito.
L’obiettivo non è soltanto raccontare i risultati degli scavi, ma restituire la complessità di una città fatta di relazioni, attività quotidiane, architetture e paesaggi. La visita diventa così un continuo passaggio tra ciò che è conservato nel museo e ciò che può ancora essere letto sul terreno.
Museo e paesaggio
La particolare condizione di Marzabotto, dove il tessuto urbano antico è ancora percepibile all’interno di un ampio contesto paesaggistico, ha suggerito una riflessione che va oltre i confini dell’edificio museale.
Il riallestimento rende più fluido il passaggio tra museo e area archeologica e trasforma il paesaggio in una componente attiva del racconto. Le tracce della città dialogano con l’ambiente naturale e con il territorio contemporaneo, contribuendo a restituire Kainua come luogo vivo e non come semplice testimonianza del passato.
La biografia degli oggetti
Il nuovo allestimento abbandona l’idea della collezione come successione di reperti e concentra l’attenzione sulle storie custodite dagli oggetti. Vasi, utensili, elementi architettonici e materiali provenienti dagli scavi vengono messi in relazione con i contesti di provenienza e con le persone che li hanno utilizzati.
Nelle sale il numero dei reperti esposti si riduce, favorendo una lettura più ravvicinata delle testimonianze. Le teche diventano strumenti narrativi attraverso cui gli oggetti raccontano il percorso che li ha condotti dal sottosuolo all’esposizione museale.
Accanto agli originali compaiono riproduzioni tattili, dispositivi multisensoriali e sonografie che evocano ambienti e atmosfere della città etrusca. L’accessibilità diventa parte integrante del progetto e contribuisce ad ampliare le modalità di incontro con il patrimonio.
L’allestimento di Fabio Fornasari
Progettato da Fabio Fornasari, il nuovo allestimento costruisce un equilibrio tra memoria museografica e nuove esigenze interpretative. Piuttosto che cancellare le stratificazioni del museo, il progetto le accoglie e le rilegge, trasformando elementi esistenti in occasioni di racconto.
Le teche storiche vengono mantenute e reinterpretate, mentre la riduzione della densità espositiva restituisce maggiore spazio alla relazione tra reperti e visitatori. Colori, illuminazione e apparati contribuiscono a costruire ambienti più leggibili e accoglienti.
Alcune sezioni sono inoltre concepite come un allestimento dinamico, capace di accogliere nuove scoperte archeologiche, approfondimenti e prestiti. Il museo si presenta così come una struttura aperta alla ricerca e in continua evoluzione.
Under the Same Sky
La nuova identità del MNEMA trova un naturale prolungamento nel progetto “Under the Same Sky” di Eva Marisaldi, inserito nel percorso come strumento di dialogo tra patrimonio archeologico e sensibilità contemporanea.
Nato da una residenza sviluppata tra il 2024 e il 2025, il progetto si articola in tre interventi. Sparse nell’area archeologica, nove botole custodiscono dischi incisi che intrecciano immagini di reperti e interpretazioni dell’artista, trasformando la visita in una sequenza di piccole scoperte.
Un secondo intervento introduce una dimensione sonora nel paesaggio attraverso sette campane accordate sulle frequenze dell’unico flauto etrusco conservato integro, lasciate all’azione del vento e degli agenti atmosferici.
All’interno del museo, infine, una serie di oggetti sonori indossabili e una videoinstallazione realizzata con Enrico Serotti riportano l’attenzione sul corpo e sul gesto, trasformando il reperto in uno strumento di conoscenza e immaginazione.
Più che aggiungere un livello decorativo alla visita, l’intervento di Marisaldi amplia le possibilità narrative del sito e suggerisce nuovi modi di avvicinarsi alla storia.
Un patrimonio vivo
Con “Vivere Kainua”, il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto propone un modello di museo che considera il patrimonio come una realtà aperta e in continua trasformazione. Archeologia, paesaggio, accessibilità e arte contemporanea diventano strumenti complementari per costruire una relazione più diretta tra il pubblico e la città etrusca.
Tra le sale del museo e le strade dell’antica Kainua, il percorso invita a muoversi continuamente tra ciò che è stato ritrovato e ciò che deve ancora essere immaginato. È in questo dialogo tra ricerca e interpretazione che il nuovo MNEMA trova oggi la propria identità.
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