Catalogo mostre
per le didascalie torna il motivo dei cilindri appesi che le sorreggono e il nome dell'artista è scritto lungo un cilindro in colore verde
Veduta della mostra. Foto Manuel Glira
Arte Contemporanea

Intreccio Ladino

La Trienala Ladina 2026 esplora il ruolo della musica e del canto nella cultura ladina, assumendoli come strumenti attraverso cui leggere il rapporto tra territorio, memoria e vita collettiva. Radicata in una lunga tradizione corale e musicale, la cultura ladina viene osservata come un sistema di relazioni in continua trasformazione, nel quale pratiche artistiche, esperienza del paesaggio e forme di socialità si intrecciano costantemente. Curata da Andrea Lerda e ospitata negli spazi del Museum Ladin Ciastel de Tor, l’ottava edizione della manifestazione riunisce nuove produzioni realizzate da artisti provenienti dalle aree ladine, affiancate dal Premio Richard Agreiter dedicato alla scultura contemporanea.

Suono e paesaggio

Il percorso si sviluppa attorno al tema dell’ascolto e alle relazioni che legano persone, ambiente e tradizioni culturali. Il titolo della mostra richiama l’idea di un intreccio di connessioni reciproche, in cui individui, comunità e territorio partecipano a un sistema di relazioni costruite attraverso il suono e la pratica musicale condivisa. Installazioni sonore, sculture e ambienti immersivi trasformano il museo in uno spazio attraversato da voci, rumori, registrazioni e presenze naturali. Le opere di Ernestina Abbühl, Isabell Pitscheider, Barbara Tavella, Tobias Tavella e del duo formato da Fabian Feichter e Youlee Ku affrontano il tema da prospettive differenti, dando forma a un racconto che intreccia memoria, trasformazione del paesaggio e pratiche di condivisione.

La Trienala e il Premio Agreiter

Accanto ai progetti selezionati per la Trienala trova spazio il lavoro di Arnold Holzknecht, vincitore del Premio Richard Agreiter 2026. Le sue sculture dialogano con il tema generale della mostra attraverso materiali naturali e forme che richiamano processi di crescita e relazione. A completare il percorso interviene il progetto speciale del collettivo plurale, che amplia la riflessione sul paesaggio ladino attraverso una serie di interventi audiovisivi dedicati al territorio e alle sue risonanze sonore.

L’identità visiva progettata da Claudia Polizzi accompagna l’intera manifestazione attraverso un sistema di bande verticali che attraversa manifesto, animazioni e materiali di comunicazione. Come una partitura composta da segni e intervalli, questo elemento grafico traduce in forma visiva il tema dell’intreccio che dà il titolo alla mostra, estendendo il progetto oltre gli spazi espositivi e costruendo un’immagine coordinata riconoscibile e coerente.

Attraverso opere sonore, installazioni e dispositivi immersivi, la mostra propone un’esplorazione contemporanea della cultura ladina, mettendo in dialogo pratiche artistiche, paesaggio e tradizioni musicali. Ne emerge un racconto in cui il canto e la musica non appaiono come semplici espressioni culturali, ma come strumenti attraverso cui leggere le relazioni che legano persone, comunità e ambiente.

Immagine di anteprima: Ingresso della mostra con le informazioni e i nomi degli artisti partecipanti scritti su cilindri che ritroviamo lungo il percorso. Foto Manuel Glira

© Design People Soc. Coop.

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