Fujiko Nakaya. Scolpire l’invisibile alla Bourse de Commerce
Una nuvola dentro il museo
Con l’arrivo dell’estate, la Rotonda della Bourse de Commerce di Parigi cambia radicalmente aspetto. Nell’ambito di “Clair-obscur”, la mostra che esplora le molteplici declinazioni contemporanee del chiaroscuro e il rapporto tra visibile e invisibile, lo spazio centrale del museo viene trasformato da Cloud #07156, una delle celebri sculture di nebbia di Fujiko Nakaya. La nube di vapore acqueo occupa il cuore dell’edificio e ne modifica temporaneamente le condizioni di visibilità, traducendo in forma spaziale alcuni dei temi che attraversano l’intero percorso espositivo.
La nube invade il volume della Rotonda, attenua le distanze, nasconde e rivela l’architettura. Le persone emergono e scompaiono nel bianco del vapore acqueo, mentre le forme dello spazio affiorano solo per brevi istanti prima di dissolversi nuovamente. L’opera non si limita a occupare il museo: ne modifica temporaneamente le condizioni di visibilità, trasformando la visita in un’esperienza in continua evoluzione.
Nel paesaggio di “Clair-obscur”
La mostra, curata da Emma Lavigne, riunisce circa cento opere della Pinault Collection e alcuni significativi confronti con il Novecento storico per esplorare l’eredità contemporanea del chiaroscuro. Gli spazi della Bourse de Commerce vengono trasformati in un paesaggio luminoso e crepuscolare nel quale luce e ombra, apparizione e scomparsa, presenza e assenza diventano strumenti di lettura del presente.
In questo contesto, la scultura di Nakaya rappresenta uno degli interventi più radicali dell’intero percorso espositivo. Se molte delle opere in mostra riflettono sul rapporto tra visibile e invisibile attraverso immagini, video o installazioni, Cloud #07156 trasferisce questi stessi temi nello spazio reale, coinvolgendo direttamente il corpo del visitatore.
L’invenzione delle Fog Sculptures
La nebbia è il materiale con cui Nakaya lavora da oltre mezzo secolo. A differenza di una scultura tradizionale, le sue opere non possiedono una forma definitiva: nascono, si espandono, si disperdono e si ricompongono continuamente. La nube è generata attraverso un sistema di pompe ad alta pressione e ugelli che producono minuscole gocce d’acqua, identiche a quelle presenti nei fenomeni naturali.
Dalla pittura alla nebbia
Alla fine degli anni Sessanta l’artista abbandona progressivamente la pittura per dedicarsi allo studio dei fenomeni atmosferici. Il passaggio non rappresenta una rottura ma un’evoluzione del suo linguaggio: la ricerca sulla rappresentazione del paesaggio e degli elementi naturali lascia il posto alla possibilità di lavorare direttamente con essi.
Nel 1969, insieme all’ingegnere Thomas Mee, sviluppa il sistema che renderà possibili le sue celebri Fog Sculptures, presentate per la prima volta al Padiglione Pepsi dell’Expo di Osaka del 1970. Da allora la nebbia diventa il linguaggio distintivo della sua ricerca, impiegato in musei, parchi e spazi pubblici di tutto il mondo.
Queste opere mantengono ancora oggi una forte componente sperimentale. La materia con cui sono realizzate è instabile, effimera e soggetta alle condizioni ambientali. Ogni intervento richiede quindi un attento studio del contesto e delle leggi fisiche che regolano la formazione e la dissipazione della nebbia.
Dialogo con la Rotonda
Come in molti dei suoi interventi, anche alla Bourse de Commerce l’opera nasce dal confronto diretto con il luogo che la ospita. La Rotonda costituisce uno spazio particolarmente suggestivo: un ambiente cilindrico di grande altezza, dominato dalla monumentalità della cupola e dalla decorazione panoramica che ne accompagna lo sviluppo verticale.
Il chiaroscuro come esperienza
All’interno di una mostra che riflette sui confini tra luce e oscurità, presenza e dissolvenza, l’intervento di Nakaya porta questi temi fuori dalla dimensione dell’immagine e li trasforma in esperienza fisica. Qui il chiaroscuro non è affidato alla pittura o alla fotografia, ma a un fenomeno atmosferico che modifica continuamente ciò che può essere visto e ciò che rimane nascosto.
Al centro della Rotonda si trova il cilindro in cemento progettato da Tadao Ando, elemento che riprende la geometria circolare dell’edificio e organizza l’esperienza dello spazio. L’intervento di Nakaya si inserisce all’interno di questa struttura senza aggiungere nuovi volumi o apparati scenografici. È la nebbia stessa a ridefinire temporaneamente l’architettura, rendendola meno leggibile e trasformandola in un paesaggio in continuo cambiamento.
La nube diventa così al tempo stesso oggetto della visione e ostacolo alla visione. Le sue trasparenze variabili lasciano emergere dettagli della Rotonda per poi cancellarli pochi istanti dopo, creando una condizione percettiva instabile che accompagna l’intera visita.
Attraversare la nebbia
Le Fog Sculptures non sono pensate per essere osservate a distanza. Una delle caratteristiche fondamentali del lavoro di Nakaya è il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato a entrare fisicamente nell’opera e a sperimentarne gli effetti.
Camminando all’interno della nube si perdono temporaneamente i riferimenti abituali. Le persone che si trovano a pochi metri di distanza diventano sagome evanescenti; l’architettura compare e scompare attraverso aperture improvvise nella massa di vapore. Ogni attraversamento è diverso dal precedente perché la forma dell’opera non è mai stabile e dipende dall’evoluzione costante del fenomeno atmosferico che la genera.
Più che costruire un’immagine, Nakaya costruisce una situazione percettiva. Il pubblico non osserva la nebbia dall’esterno ma la attraversa, diventando parte di un ambiente in cui orientamento, profondità e distanza cambiano continuamente.
Un mare di nuvole
La scultura può essere osservata anche dai livelli superiori della Rotonda. Dai balconi che affacciano sullo spazio centrale la prospettiva cambia completamente: la nebbia assume l’aspetto di una superficie compatta che riempie il vuoto dell’edificio e trasforma il cuore della Bourse de Commerce in un mare di nuvole.
Se al livello del suolo prevale la dimensione immersiva e corporea, dall’alto emerge con maggiore evidenza il dialogo tra la nube e la geometria dell’architettura. La stessa opera offre così esperienze differenti a seconda della posizione del visitatore e delle condizioni ambientali che ne influenzano l’evoluzione.
Quando l’architettura scompare
L’intervento di Fujiko Nakaya dimostra come sia possibile trasformare radicalmente uno spazio senza modificarne fisicamente la struttura. La materia dell’opera è quasi invisibile e tuttavia riesce a cambiare il rapporto tra il pubblico e l’architettura che lo circonda. Per qualche istante la Rotonda perde la propria solidità e si trasforma in un paesaggio instabile fatto di apparizioni, sparizioni e continue variazioni di luce. La nebbia non aggiunge un nuovo elemento al museo: ne modifica temporaneamente le regole percettive. È in questa sospensione tra presenza e assenza che risiede la forza di Cloud #07156, una scultura che non occupa semplicemente lo spazio della Bourse de Commerce, ma lo trasforma.
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