
Paulo Nazareth. Algebra
Punta della Dogana dedica a Paulo Nazareth una mostra personale che riunisce oltre vent’anni di ricerca, accanto a un nucleo di opere inedite realizzate per l’occasione. Curata da Fernanda Brenner, “Algebra” nasce dall’ampia presenza delle opere dell’artista brasiliano nella Pinault Collection e trasforma gli spazi dell’ex dogana in un percorso che intreccia memoria, migrazione e storia coloniale. Il titolo richiama il termine arabo al-jabr, “ricomporre ciò che è stato fratturato”, immagine che sintetizza il tentativo di rileggere la storia attraverso relazioni, attraversamenti e memorie collettive.
Un percorso da attraversare
La mostra rinuncia a una scansione cronologica e costruisce un itinerario nel quale il visitatore è chiamato a muoversi seguendo le stesse traiettorie che attraversano la pratica dell’artista. Una linea di sale percorre ogni sala come una soglia continua, accompagnando un insieme di fotografie, video, installazioni, opere su carta e materiali raccolti durante i viaggi. Il sale funziona sia come metafora sia come agente materiale: guarisce, corrode, si accumula. L’allestimento privilegia essenzialità e attraversamento: fotografie impilate su semplici pallet, proiezioni e opere distribuite con ampio respiro dialogano con l’architettura di Punta della Dogana senza alterarne la presenza, lasciando che siano lo spazio e il cammino a costruire il ritmo della visita.
Memoria in movimento
Fulcro del percorso è Notícias de América, progetto nato dal viaggio compiuto da Nazareth dal Brasile a New York e raccontato attraverso immagini, testi e oggetti quotidiani. Accanto a questo nucleo, opere dedicate all’Africa, ai Caraibi e alle Americhe ampliano la riflessione sulle conseguenze del colonialismo, sulle migrazioni e sulle identità culturali. Più che ricostruire una storia lineare, la mostra propone una costellazione di esperienze, incontri e testimonianze che trovano nello spazio espositivo la loro forma narrativa.
Immagine di anteprima: (floor) Paulo Nazareth, SACI, 2020, courtesy of the artist and Mendes Wood DM, São Paulo, Brussels, Paris, New York. (wall, from left to right) Paulo Nazareth, Oblie, 2016, Pinault Collection; MAQINA DE REVER O PASSADO, 2019, courtesy of the artist and Mendes Wood DM, São Paulo, Brussels, Paris, New York; CONTINENTS APPROACHING MACHINE, 2019, courtesy of the artist and Mendes Wood DM, São Paulo, Brussels, Paris, New York. (center, video) Paulo Nazareth, L’Arbre D’Oublier, 2013, Pinault Collection. Installation view, “Paulo Nazareth. Algebra”, 2026, Punta della Dogana, Venezia. Jacopo Salvi © Palazzo Grassi, Pinault Collection
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