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Veduta del dipinto all'interno della costruzione che la contiene realizzata nel Salone centrale della Villa
Veduta della mostra. Foto Omar Breda
Arte

Un capolavoro a Villa Manin: Nuda Veritas. Klimt

Una sola opera è al centro della mostra dedicata a Gustav Klimt a Villa Manin. Nuda Veritas, conservata al Theatermuseum di Vienna, viene raggiunta attraverso una sequenza di sale che ne prepara la visione, dai rapporti dell’artista con l’Italia alla sua biografia, per poi approfondirne i diversi significati. Curata da Cäcilia Bischoff, la mostra costruisce così un avvicinamento progressivo al dipinto.

Verso Nuda Veritas

L’allestimento di Madeof Studio articola il racconto tra gli ambienti che precedono e seguono l’incontro con Nuda Veritas. Il formato verticale della tela concentra la composizione sulla figura femminile, sullo specchio e sul serpente, elementi che gli apparati aiutano a decifrare senza ricondurli a un significato univoco.

Nel Salone centrale il dipinto costituisce il fulcro della visita. Da qui l’esplorazione prosegue attraverso cinque interpretazioni, ciascuna associata agli Xenien e alle Votive Tabulae di Goethe e Schiller. Al variare del testo accostato all’immagine cambia anche il significato attribuito alla nudità, allo specchio e al serpente: la messa in scena rende così percepibile la pluralità di prospettive racchiuse in Nuda Veritas.

Il dialogo con Villa Manin

Nell’ultima parte l’attenzione si sposta sull’edificio. Gli affreschi settecenteschi di Louis Dorigny entrano nel racconto attraverso temi che ricorrono anche in Klimt: bellezza e inganno, desiderio, trasformazione e identità. Non un legame storico diretto, ma una consonanza tra immagini lontane nel tempo che porta la conclusione della visita nella decorazione storica di Villa Manin.

Immagine di anteprima: Immagine guida della mostra

© Design People Soc. Coop.

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