
ÆGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana
All’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, la mostra racconta la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. Ideata da Elisabetta Bruscolini e curata da Alfonsina Russo, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro ed Elisabetta Bruscolini, la mostra combina archeologia, videoarte e intelligenza artificiale per restituire l’immagine di un territorio attraversato da scambi, commerci e incontri tra culture.
Reperti e immagini digitali
La prima parte mantiene la vocazione dell’Aula Ottagona come sede del Museo dell’Arte Salvata. Lungo il perimetro dello spazio, le vetrine raccolgono reperti provenienti dalle collezioni e dai depositi del Museo Nazionale Romano, affiancati da opere recuperate o consegnate al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale. I materiali documentano il rapporto tra Roma e l’Egitto, le pratiche funerarie e religiose e l’artigianato locale, con un approfondimento dedicato ai falsi moderni e al mercato antiquario. A questi si affiancano i contenuti audiovisivi e digitali che introducono progressivamente alla seconda parte della visita.
Lo schermo come spazio narrativo
Dalla sezione archeologica si passa al cuore multimediale della mostra. L’allestimento progettato da Giuseppe Vallifuoco – Studio VPS architetti si sviluppa attorno a un grande schermo curvo, concepito come fulcro della narrazione. Qui si susseguono tre racconti audiovisivi: AEGYPTUS, opera di videoarte di Studio Convertino, combina immagini in movimento, ricostruzioni digitali, musica e suoni; una serie di filmati documenta il lavoro delle missioni archeologiche italiane in Egitto; I Doni della Grande Oasi, cortometraggio scritto e diretto da Riccardo Boccuzzi e realizzato con l’intelligenza artificiale, ricostruisce la quotidianità di un’oasi del IV secolo d.C. attraverso lo sguardo di una bambina.
Una geometria di luce
Il progetto illuminotecnico sviluppato da iGuzzini lavora sulla particolare configurazione dell’Aula Ottagona attraverso due sistemi integrati. Una luce diffusa proviene da proiettori collocati a circa nove metri di altezza, mentre linee luminose inserite sotto i pannelli espositivi e il ledwall seguono la loro geometria curva e producono un segno di luce radente. Gli apparecchi rimangono nascosti alla vista e un sistema di controllo consente di regolare i livelli luminosi, adattandoli alle diverse condizioni espositive e ai momenti della narrazione multimediale.
Il passaggio dalla presenza fisica dei reperti alla dimensione immersiva delle immagini struttura così l’intera visita. Archeologia, documentazione degli scavi e ricostruzione digitale convivono nell’Aula Ottagona, mentre allestimento e luce assecondano la geometria dello spazio e accompagnano il passaggio tra i diversi linguaggi del racconto.
Immagine di anteprima: Locandina della mostra. Grafica Convertino & Designers
© Design People Soc. Coop.