
Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna
La mostra racconta oltre duemila anni di storia della città attraverso un oggetto capace di condensare immagini, simboli e forme di autorappresentazione del potere. Curata da Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi, la mostra riunisce oltre 160 opere e si sviluppa in tre sedi: l’età antica alle Terme di Diocleziano, il Medioevo al Tempio di Romolo e l’età moderna e contemporanea al Vittoriano. Le tre sezioni possono essere visitate autonomamente, ma sono costruite come parti di un unico racconto.
Dalla moneta alla storia
L’impianto espositivo segue in tutte le sedi lo stesso principio: venticinque capitoli prendono avvio da una moneta, utilizzata come punto di accesso a un determinato momento della storia di Roma. Intorno al piccolo oggetto si costruisce un contesto più ampio attraverso dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, testimonianze della cultura materiale, testi e strumenti digitali. Questi ultimi, sviluppati nell’ambito del progetto multimediale e video di Dinamomilano, affiancano le opere come supporti alla visita e all’approfondimento. Il percorso procede così dal dettaglio alla ricostruzione di un’epoca, facendo della moneta non soltanto un reperto da osservare, ma l’elemento generatore del racconto.
Dal Rinascimento alla Roma contemporanea
Al Vittoriano, nella Sala Zanardelli, nove nuclei attraversano l’età moderna e contemporanea, seguendo le trasformazioni politiche e culturali della città dal Rinascimento fino al presente. Monete e opere d’arte vengono accostate per mostrare come cambiano nel tempo le immagini attraverso cui Roma rappresenta il potere e costruisce la propria identità. Tra le opere esposte figurano il Messale della Rovere, decorato da Jacopo Ravaldi, e il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gian Lorenzo Bernini.
Il racconto arriva fino all’arte contemporanea, che introduce nuove riflessioni sul valore, sul denaro e sui simboli del potere. A chiudere la sezione è Untitled di Maurizio Cattelan, posta al termine di una sequenza che attraversa Rinascimento, Barocco e Novecento e porta il tema della moneta dentro il presente.
Un progetto, tre musei
Alle Terme di Diocleziano il racconto parte dalla costruzione dell’identità repubblicana e arriva all’autorappresentazione imperiale, mettendo le monete del Medagliere del Museo Nazionale Romano in relazione con testimonianze archeologiche. Al Tempio di Romolo l’attenzione si sposta invece sul Medioevo e sulla persistenza dell’eredità monetaria romana. Le due sezioni completano quella del Vittoriano componendo una cronologia che attraversa oltre due millenni senza rinunciare alla specificità dei tre contesti museali.
A tenere insieme le tre sedi contribuisce anche l’identità visiva progettata da TassinariVetta, concepita per conservare la riconoscibilità di ciascuna sezione e, allo stesso tempo, renderle parti di una stessa esposizione.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra alle Terme di Diocleziano
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