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edizioni del Compasso d’Oro 1964 e 1967. All’interno, prodotti e materiali documentari occupano pareti e supporti espositivi, mentre una fascia inclinata alla base raccoglie gli apparati testuali
Veduta del nuovo allestimento. Courtesy ADI Design Museum
in primo piano alcuni prodotti premiati con il Compasso d’Oro sono messi in relazione con brani della letteratura mondiale attraverso libere associazioni tra oggetto e testo
Veduta del nuovo allestimento. Courtesy ADI Design Museum
al centro i disegni e la realizzazione della scimmietta Zizì di Bruno Munari
Veduta del nuovo allestimento. Courtesy ADI Design Museum
Veduta di alcuni oggetti esposti all'interno di "Antologica". Courtesy ADI Design Museum
edizione del Compasso d’Oro 1979. All’interno, prodotti e materiali documentari occupano pareti e supporti espositivi, mentre una fascia inclinata alla base raccoglie gli apparati testuali
Veduta del nuovo allestimento. Courtesy ADI Design Museum
edizioni del Compasso d’Oro 1955 e 1956. All’interno, prodotti e materiali documentari occupano pareti e supporti espositivi, mentre una fascia inclinata alla base raccoglie gli apparati testuali
Veduta del nuovo allestimento. Courtesy ADI Design Museum

ADI Design Museum. Mettere in scena il Compasso d’Oro

A cinque anni dall’apertura, ADI Design Museum presenta il primo nuovo ordinamento della Collezione storica del Compasso d’Oro. Curato da Maite García Sanchis, con il progetto di allestimento di Matteo Vercelloni e il progetto grafico di Francesco Franchi e Davide Mottes, il percorso riunisce oltre quattrocento oggetti e progetti e amplia la presenza di documenti provenienti dalla Collezione e dagli archivi di progettisti e imprese. Alla permanente si affianca “Antologica. Oggetti tra le righe”, quarto approfondimento dedicato alla raccolta, curato da Andrea Anastasio e Domitilla Dardi, con allestimento dello stesso Anastasio.

Oggetti e documenti nello stesso spazio

Il percorso conserva la scansione cronologica delle edizioni del Compasso d’Oro, dal 1954 a oggi. L’allestimento di Matteo Vercelloni le distribuisce in una successione di campate, identificate in alto dall’anno e dal numero dell’edizione. All’interno, prodotti e materiali documentari occupano pareti e supporti espositivi, mentre una fascia inclinata alla base raccoglie gli apparati testuali.

La presenza dei documenti è uno degli elementi centrali del nuovo ordinamento. Fotografie, disegni tecnici, schizzi, immagini pubblicitarie, riviste, prototipi, modelli e corrispondenze accompagnano gli oggetti finiti, documentandone progettazione e produzione e restituendo il contesto nel quale sono nati. Compaiono anche i volti di alcuni dei progettisti.

Oggetti tridimensionali e materiali bidimensionali convivono così nello stesso campo espositivo. Una lampada può essere affiancata dai disegni che ne documentano lo sviluppo, una seduta da fotografie, schizzi e pagine editoriali, un prodotto industriale dalle immagini della sua produzione o comunicazione. Anche le modalità espositive variano: gli oggetti sono collocati a parete, su strutture leggere, mensole, basi e teche, adattando la successione delle campate alla diversa scala dei pezzi.

Una grafica per orientarsi nella raccolta

Il progetto grafico di Francesco Franchi e Davide Mottes accompagna l’intero ordinamento. Ogni edizione è riconoscibile attraverso la grande indicazione dell’anno, mentre nomi di progettisti, aziende e prodotti si distribuiscono sulle pareti insieme alle immagini e ai documenti.

Un sistema di pittogrammi mette in relazione ciascun oggetto con i documenti e i testi di approfondimento. Anche il colore distingue nuclei specifici della raccolta: le didascalie blu identificano le edizioni internazionali del Compasso d’Oro, quelle rosse i premi alla Carriera del prodotto, presenti per la prima volta nel percorso.

La sequenza cronologica rimane leggibile, mentre all’interno di ogni edizione trovano posto materiali diversi: prodotto industriale, disegno, fotografia, pubblicità e documento d’archivio.

Antologica, tra oggetti e parole

Nel percorso della Collezione si inserisce “Antologica. Oggetti tra le righe”, curata da Andrea Anastasio e Domitilla Dardi, da un’idea di Dardi, con allestimento di Andrea Anastasio. Alcuni prodotti premiati con il Compasso d’Oro sono messi in relazione con brani della letteratura mondiale attraverso libere associazioni tra oggetto e testo.

L’approfondimento è riconoscibile anche spazialmente rispetto alla sequenza della permanente. Grandi quinte con fianchi gialli accolgono i brani letterari in italiano e inglese e gli oggetti ai quali sono associati. La composizione cambia da una scena all’altra: una poltrona, una serie di lampade, un servizio da tavola, una valigia o altri prodotti vengono isolati davanti a fondali chiari, accompagnati dalle parole degli autori.

Sono quelle che i curatori definiscono “scene teatrali”, nelle quali il piano materiale dell’oggetto e quello immateriale del testo vengono presentati insieme. Le libere associazioni tra oggetti e letteratura lasciano spazio ai riferimenti e alle memorie di chi osserva.

Una collezione, più livelli di lettura

Il nuovo ordinamento mantiene riconoscibile la storia del Compasso d’Oro e amplia ciò che viene mostrato di ogni progetto. Il singolo prodotto resta il punto di partenza, inserito in una trama di documenti che ne testimoniano ideazione, produzione e comunicazione. È la modalità indicata dalla curatrice Maite García Sanchis: partire dall’oggetto per collocarlo, attraverso il racconto e i materiali che lo accompagnano, come frammento di una storia collettiva.“Antologica” introduce un ulteriore livello, affidato all’accostamento con la letteratura. La successione storica e le quinte dell’approfondimento utilizzano strumenti diversi, ma partono dallo stesso patrimonio: gli oggetti della Collezione storica del Compasso d’Oro.

© Design People Soc. Coop.

ADI Design Museum
piazza Compasso d'Oro 1
Milano