miscellanea/ servizi

GAM Torino. Toccare, ascoltare, conoscere

persone che esplorano i dipinti tramite le schede multisensoriali
Un esempio di utilizzo delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino

Rendere un museo accessibile significa offrire più possibilità per entrare in relazione con le opere e con gli spazi che le accolgono. Alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il progetto “Autonomy for Art” introduce nel percorso di visita strumenti che integrano esplorazione tattile, audiodescrizione, sottotitoli, lingue dei segni e contenuti digitali.

Sviluppato da Forword in collaborazione con il Dipartimento Educazione GAM e sostenuto da Stellantis Autonomy, il progetto comprende sette schede multisensoriali dedicate a una selezione di opere e due visual story dedicate al museo e al Deposito Vivente.

Esplorare l’opera con il tatto

Realizzate con la collaborazione di Tactile Vision Onlus, le sette schede multisensoriali riproducono una selezione di opere esposte e ne traducono alcuni elementi in rilievo, rendendoli esplorabili attraverso il tatto.

Collocate accanto alle opere, permettono di passare dall’osservazione del dipinto all’esplorazione tattile della sua riproduzione, seguendone con le dita forme, linee e dettagli. La scheda diventa così un ulteriore strumento di conoscenza, utilizzabile direttamente nel percorso espositivo.

Alla componente tattile si affiancano i contenuti digitali. Attraverso i QR code si accede a video con audiodescrizione e guida tattile, sottotitoli e traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS). Tatto, voce, testo, immagini e lingue dei segni convivono così nello stesso sistema di accesso ai contenuti.

Anche le caratteristiche fisiche e grafiche dei supporti concorrono alla loro accessibilità. Le schede sono collocate a un’altezza che ne consente l’utilizzo anche ai bambini e alle persone su sedia a ruote, mentre i testi adottano un linguaggio semplice e un carattere ad alta leggibilità.

persona che esplora un dipinto di Mario Merz tramite la scheda multisensoriale
Un esempio di utilizzo delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino e il dettaglio di una di esse
Dettaglio delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino
Dettaglio delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino
Dettaglio delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino
Dettaglio delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino
Dettaglio delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino
Dettaglio delle schede tattili realizzate per la GAM di Torino

Conoscere il museo prima della visita

Le due visual story intervengono su un altro momento dell’esperienza. Una presenta la GAM nel suo insieme, l’altra è dedicata al Deposito Vivente. Disponibili in italiano e inglese, comprendono audiodescrizione, sottotitoli e traduzione in LIS e IS. La prima viene proposta sugli schermi all’ingresso del museo, mentre la seconda è accessibile attraverso i QR code collocati al secondo piano.

Entrambe possono essere consultate anche prima di raggiungere la GAM. Conoscere in anticipo gli ambienti e ciò che si incontrerà durante il percorso consente di prepararsi alla visita, un’opportunità particolarmente utile per alcune persone con disabilità sensoriali o cognitive, ma anche per famiglie, gruppi scolastici e visitatori internazionali.

L’accessibilità riguarda così momenti diversi dell’esperienza museale: dalla preparazione all’ingresso e all’orientamento negli spazi, fino all’incontro con le opere. Non viene affidata a un unico dispositivo, ma a una combinazione di supporti e linguaggi utilizzabili secondo le esigenze di ciascuno.

Dentro e fuori dal museo

Il progetto non si esaurisce nelle sale. Le visual story possono essere consultate a distanza ed è prevista anche la disponibilità online dei PDF delle schede multisensoriali. I contenuti possono quindi precedere la visita, essere ripresi successivamente o raggiungere chi non ha la possibilità di recarsi fisicamente alla GAM.

La relazione tra supporti fisici e contenuti digitali estende così l’accessibilità oltre lo spazio espositivo. L’autonomia richiamata dal nome del progetto trova una dimensione concreta nella possibilità di scegliere gli strumenti più adatti per orientarsi nel museo, esplorare le opere e costruire il proprio percorso di visita.

© Design People Soc. Coop.