Incontri

Lo spazio come racconto. Incontro con l’architetto Lorenzo Greppi

Quali le esigenze del committente e quali le scelte progettuali alla base dell’allestimento dello Spazio Leonardo presso la Galleria Sabauda?

L’esigenza principale della Committenza era quella di creare una nuova sezione espositiva permanente capace di raccontare al grande pubblico le tante storie che s’incrociano tra Leonardo da Vinci, la sua figura e la sua opera, e i Musei Reali di Torino: a cominciare dalla presenza – poco nota ai più – del consistente corpus di disegni autografi annoverati all’interno delle sue Collezioni – tra cui figurano il famosissimo Autoritratto e il Codice sul volo degli uccelli – per addentrarsi nel vivo del rapporto tra Leonardo e lo spazio che, proprio dal citato Codice, trae uno dei suoi spunti più importanti e decisivi.

Dove lo “spazio” – evocato anche nella formulazione specchiata del titolo “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” che abbiamo proposto per caratterizzare la nuova sezione – è sia quello interiore e introspettivo suggerito dall’Autoritratto, sia quello rivolto verso l’esterno, all’osservazione della natura e dell’altro da sé, riflesso nei disegni, negli studi e nei bozzetti preparatori, sia – infine – quello che, partendo dalla Galleria Sabauda, lega Leonardo alla sua presenza sul pianeta Marte in un fantastico racconto visionario tra scienza e fantascienza che vede passato, presente e futuro muoversi e convergere assieme.

In quale modo si articola l’intervento di allestimento e quali soluzioni compositive sono state adottate per inserirsi all’interno degli spazi a disposizione?

L’intervento di allestimento ha coinvolto due ambienti della Galleria Sabauda, precedentemente utilizzati per mostre temporanee, posti in posizione strategica rispetto al bookshop e allo scalone di accesso al piano, alla confluenza di una serie di importanti dinamiche di transito “obbligato” da parte del pubblico. Il primo ambiente è stato pensato come un’“anticamera” di decantazione e preparazione alla visita vera e propria con la presenza di apparati testuali di comunicazione e introduzione, di una grande “timeline” a parete che, attraverso una suggestiva composizione grafica “sfogliabile”, permette al visitatore di inquadrare la produzione delle opere della Collezione nell’ambito più generale della vita lavorativa del loro autore, nonché di un totem multimediale che gli consente di sfogliare il Codice sul volo degli uccelli, esplorandolo e dettagliandolo in tutti i suoi particolari.

Il cuore espositivo più importante e magnetico è stato invece collocato al centro del secondo ambiente, di forma pressoché quadrata e caratterizzato dalla presenza di apparati decorativi a stucco dotati di un certo di pregio: una sorta di “scrigno delle meraviglie”, concepito come una semplice struttura autoportante di forma cubica. Dove le facce esterne, rivestite in continuo da una serie di lastre specchianti, vogliono mettere in scena un nuovo dialogo con l’architettura dell’ambiente, riflessa e dilatata nella molteplicità delle sfaccettature e degli sguardi che si rincorrono tra loro, replicandone all’infinito gli spartiti, gli stucchi, le cornici modanate, le unghie voltate, gli specchi, le riproduzioni a grande formato di testi autografi di Leonardo, fino quasi a perdere consistenza, mimetizzarsi e smaterializzarsi nel contesto. Dove l’interno conduce invece alla scoperta delle opere originali su carta, esposte a rotazione in teca, in alternanza alla serie di contributi audiovisivi proiettati a grande scala su uno schermo retrattile.

Come il visitatore può utilizzare lo scrigno specchiante?

L’idea è che il visitatore possa liberamente dialogare con le superfici specchianti dello “scrigno”, dando vita a un fitto gioco di relazioni e rimandi visivi che vogliono portarlo a “riflettere” e “riflettersi” nella e con la propria immagine ritratta fino a interagire con il “volo” dello stormo di uccelli in carta pieghettata sospesi nello spazio, con il mistero della scrittura sinistrorsa e specchiata di Leonardo, così come con le immagini degli altri visitatori e quelle del contesto. Per accompagnarlo quindi all’interno dell’installazione, nel vivo e nel cuore del rapporto intimo e “a tu per tu” con l’opera in esposizione.

all'ingresso pannello con l'Autoritratto di Leonardo e il nome della sezione espositiva
Veduta dell’ingresso di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda. Foto Daniela Speranza
una grande “timeline” a parete che, attraverso una suggestiva composizione grafica “sfogliabile”, permette al visitatore di inquadrare la produzione delle opere della Collezione nell’ambito più generale della vita lavorativa del loro autore
Veduta di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda. Foto Daniela Speranza
una grande “timeline” a parete e un totem multimediale che consente di sfogliare il Codice sul volo degli uccelli, esplorandolo e dettagliandolo in tutti i suoi particolari.
Veduta di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda. Foto Daniela Speranza
Lo “scrigno delle meraviglie”, Dove le facce esterne, rivestite in continuo da una serie di lastre specchianti, vogliono mettere in scena un nuovo dialogo con l’architettura dell’ambiente, riflessa e dilatata nella molteplicità delle sfaccettature e degli sguardi che si rincorrono tra loro, replicandone all’infinito gli spartiti, gli stucchi, le cornici modanate, le unghie voltate, gli specchi, le riproduzioni a grande formato di testi autografi di Leonardo. In alto uno stormo di uccelli in carta pieghettata sospesi nello spazio
Veduta di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda. Foto Daniela Speranza
le riproduzioni a grande formato di testi autografi di Leonardo. In alto uno stormo di uccelli in carta pieghettata sospesi nello spazio
Veduta di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda
le riproduzioni a grande formato di testi autografi di Leonardo. In alto uno stormo di uccelli in carta pieghettata sospesi nello spazio
Veduta di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda. Foto Daniela Speranza
particolare degli uccelli in carta pieghettata sospesi nello spazio
Veduta di “Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio” all’interno della Galleria Sabauda, particolare degli uccelli in carta pieghettata sospesi nello spazio

Il progetto coinvolge diverse figure professionali tra scenografia, grafica e museotecnica: come si è articolato il lavoro di squadra?

Il lavoro è stato concepito e si è svolto – al solito – nell’ambito di un articolato processo multidisciplinare di squadra che parte dalla nostra vocazione all’ascolto e al dialogo continuato e continuativo con la committenza e la controparte scientifica e cerca di sfruttare appieno le abilità e capacità di ognuno in una dimensione partecipativa allargata che permette di passare senza perdita di intensità e di forza emotiva “dall’idea alla realizzazione”. Un processo reso solo più complesso dalla grande valenza delle opere da esporre, sempre accompagnato dal beneficio dell’interrogazione e del dubbio, al quale hanno attivamente partecipato, oltre al sottoscritto, Francesca De Gaudio e Alessia Frosini, per gli aspetti legati all’allestimento integrato, Faustino Montin, per gli aspetti legati alla scenotecnica, e Francesca Bellini delle Stelle e Chiara Ronconi, per gli aspetti della grafica e della comunicazione visiva. Fondamentali poi l’intesa e la collaborazione con le squadre degli allestitori, in particolare la ditta Paschetto per l’allestimento integrato, la società Mnemosyne per i sistemi audiovisivi e interattivi.

In che modo il sistema di esposizione a rotazione dei disegni originali si inserisce nell’allestimento permanente?

Lo “scrigno” è dotato al suo interno di uno schermo a scomparsa comandato elettricamente che offre la possibilità di una doppia modalità di fruizione consentendo, in posizione aperta, di proiettare contributi audiovisivi a tema e, in posizione chiusa, di svelare la presenza della teca blindata appositamente disegnata, realizzata e illuminata con fibre ottiche per favorire l’esposizione a rotazione degli originali su carta di Leonardo Da Vinci – estremamente fragili e delicati. I disegni sono poi accompagnati di volta in volta da specifici apparati testuali e documentari che inquadrano l’opera in esposizione all’interno del percorso di vita dell’autore e della sua produzione artistica, collocati nella cosiddetta “anticamera”, così da non disturbare la piena e libera fruizione della sala principale.

Sta lavorando a nuovi progetti di allestimento permanente?

Si certamente, attualmente sto lavorando al progetto del nuovo “Espace Découverte” della basilica di Fourvière a Lione, in Francia, per il quale, dopo una lunga procedura concorsuale, il mio Studio ha ottenuto l’incarico complessivo, comprendente sia la progettazione della parte architettonica per la realizzazione della struttura edilizia sia quella della parte scenografica per la realizzazione degli allestimenti integrati. Quest’ultima in raggruppamento con l’Agence Les Muséastes per i sistemi e i contenuti audiovisivi, l’Agence 8’18” per l’illuminotecnica e l’Agence Adéquat per quanto riguarda la programmazione di cantiere e gli aspetti economici.

Si tratta di un progetto molto complesso e impegnativo, situato in un sito patrimoniale estremamente sensibile e delicato, visitato da oltre 3.000.000 di persone all’anno, che coinvolgerà il mio Studio fino ad almeno tutto il 2030.

Parallelamente stiamo lavorando sia sul fronte di altre situazioni permanenti, come quella del Museo dell’orologeria di Pesariis nel comune di Prato Carnico in provincia di Udine e del Rock Garden Park di Duqm in Oman, sia su quello delle mostre temporanee, come nel caso di “Au Mali, quand les animaux dansent” appena inaugurata al Musée des Confluences di Lione, che contiamo possa diventare itinerante per essere ospitata anche in Italia già nella primavera del 2027.

© Design People Soc. Coop.