
Alchimia. La rivoluzione del design italiano
La mostra all’ADI Design Museum è la prima retrospettiva completa dedicata al collettivo milanese fondato nel 1976 da Alessandro e Adriana Guerriero e attivo fino al 1992, protagonista di una stagione che ha ridefinito i confini del progetto intrecciando design, architettura, arti visive, moda, musica e performance. L’esposizione riunisce oltre centocinquanta opere tra oggetti, arredi, schizzi, tele, fotografie e video, offrendo una lettura ampia e stratificata della storia del gruppo e della sua visione poetica, utopica e provocatoria del quotidiano.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo, ripensato per la sede milanese rispetto alla precedente tappa berlinese, si sviluppa in un ambiente longitudinale di 36 × 4 metri privo di pareti intermedie, occupato da un grande podio che accompagna il visitatore lungo una sequenza continua di opere tridimensionali. Il percorso si conclude in uno spazio chiuso di 4 × 4 metri dedicato alle opere grafiche bidimensionali, configurando una scansione che alterna apertura e concentrazione dello sguardo. L’assenza di compartimentazioni rafforza l’idea di attraversamento fluido e di immersione in un unico paesaggio espressivo.
L’allestimento
L’allestimento, concepito e realizzato da Alessandro Guerriero, assume un ruolo centrale nell’esperienza di visita. Il pubblico è invitato a salire su un “tappetozattera”, un dispositivo simbolico e narrativo che sospende il quotidiano e introduce nello spazio mentale di Alchimia: un tappeto ricco di decori e di segni, pensato come luogo di viaggio nel tempo e nello spazio, capace di evocare quella “avventura culturale e artistica” che mirava a trasformare l’ambiente in cui viviamo rendendolo appassionato, emotivo e aderente ai desideri più profondi. La disposizione delle opere, volutamente densa e quasi “accatastata”, richiama la natura errante delle centoventisette mostre realizzate dal gruppo nel mondo e restituisce la vitalità di un laboratorio sempre in movimento.
Gli apparati multimediali
Accanto agli oggetti, la mostra integra apparati multimediali che ampliano la narrazione: è presente la proiezione del documentario di Metamorphosi “Santa Alchimia”, in versione riadattata di 13 minuti, insieme a video che rievocano eventi, happening e performance degli anni Ottanta, dalle sfilate di moda all’Abito sonoro, fino al Mobile infinito. Questi materiali costruiscono una memoria visiva e sonora che accompagna il visitatore, restituendo la dimensione collettiva, interdisciplinare e sperimentale dell’esperienza di Alchimia.
Immagine di anteprima: Manifesto della mostra che riproduce il disegno di Michele De Lucchi (1979) per il manifesto della Collezione Bauhaus
© Design People Soc. Coop.