
Anacronismi e discronie. Arte italiana dagli anni Ottanta ad oggi
Circa settanta opere di quasi cinquanta artisti attraversano oltre quarant’anni di arte italiana nelle sale di Palazzo delle Albere a Trento. La mostra, a cura di Margherita de Pilati e Ivan Quaroni, riunisce generazioni e ricerche differenti intorno al rapporto non lineare con il tempo, tra ritorni alla pittura, citazioni, memorie iconografiche e riletture del passato.
Fuori dal proprio tempo
Il percorso prende avvio dagli anni Ottanta, quando la Transavanguardia riporta al centro pittura e figurazione, recuperando mito, narrazione e repertori della storia dell’arte. Seguono gli Anacronisti, orientati verso forme e composizioni che sembrano appartenere a epoche precedenti, le esperienze postmoderne dei Nuovi-Nuovi e il Nuovo Futurismo, dove pubblicità, design e cultura di massa entrano in relazione con la pittura, l’oggetto e le installazioni ambientali.
Passato e presente
Il racconto prosegue fino alle generazioni più recenti attraverso opere nelle quali storia, memoria e tradizione vengono riprese e trasformate. Fotografia, pittura e tecniche diverse riportano nel presente immagini della storia, iconografie sacre, mito, paesaggio e figura umana. Nelle ricerche più giovani questo confronto si estende alle immagini provenienti dal web e dalla cultura digitale, mantenendo aperto il rapporto tra epoche e linguaggi differenti.
Nelle sale di Palazzo delle Albere
Le opere occupano gli ambienti dello storico palazzo alternando grandi formati, sequenze e lavori di scala più raccolta. Pareti prevalentemente bianche lasciano emergere portali in pietra e porzioni delle decorazioni originarie, mentre campiture di rosa, rosso e giallo individuano alcuni passaggi del percorso. Le aperture tra le sale costruiscono scorci sulle opere successive, mettendo in relazione la successione della mostra con quella degli ambienti storici.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto Mart Rovereto, Roberta Segata
© Design People Soc. Coop.