
Anthony McCall. Solid Light
Allestita nella Citroniera juvarriana della Reggia di Venaria, la mostra esplora il linguaggio della luce attraverso installazioni che trasformano lo spazio in un ambiente immersivo e percorribile. Inserita nel programma “Into the Light”, la mostra mette in relazione le opere dell’artista inglese Anthony McCall con le architetture barocche, attivando un dialogo tra fasci luminosi e prospettive storiche.
Dalle ricerche geometriche al film performativo
Il percorso si apre con materiali che documentano le prime indagini di McCall sulle forme geometriche tra anni Sessanta e Settanta – disegni, fotografie e taccuini – e prosegue con il video della performance Landscape for Fire (1972), in cui una griglia di fuochi si trasforma progressivamente in campo luminoso.
Le “solid light works” nello spazio espositivo
Il fulcro dell’esposizione è costituito da quattro installazioni “solid light works” – Line describing a cone (1973), Doubling back (2003), Face to face IV (2013) e Split second mirror I (2018) – che definiscono volumi tridimensionali attraverso proiezioni luminose in movimento. I fasci di luce, resi visibili dalla presenza di fumo atossico, costruiscono forme attraversabili che includono il visitatore, chiamato a muoversi nello spazio per percepirne la configurazione.
Allestimento immersivo tra luce e architettura
L’allestimento, curato dall’architetto Giovanni Tironi, accentua il contrasto tra oscurità e luce, permettendo alle proiezioni di emergere come elementi scultorei all’interno della Citroniera. L’esperienza si configura come un ambiente in continua trasformazione, in cui lo spettatore diventa parte attiva della composizione luminosa.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. © Lea Anouchinsky
© Design People Soc. Coop.