
Antonio Beato ritorno a Venezia. Fotografie tra viaggio, architettura e paesaggio
La mostra ospitata al Museo Fortuny riporta a Venezia uno dei protagonisti più significativi della fotografia ottocentesca, ripercorrendone l’opera attraverso un itinerario che intreccia esplorazione geografica, osservazione architettonica e costruzione del paesaggio come forma di conoscenza. A quasi duecento anni dalla nascita di Antonio Beato, l’esposizione propone una lettura ampia e stratificata del suo lavoro pionieristico, mettendolo in dialogo con quello di altri fotografi, coevi e contemporanei, che hanno raccontato gli stessi luoghi lungo un arco temporale che giunge fino ai giorni nostri.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni. La prima, Il Mediterraneo, è dedicata agli anni di formazione e ai viaggi compiuti tra il 1854 e il 1857 insieme al fratello Felice e a James Robertson, con base a Costantinopoli e tappe ad Atene, Malta, Gerusalemme e Il Cairo. Segue Le guerre, che raccoglie le immagini realizzate tra il 1855 e il 1859 nei teatri di conflitto della Crimea e dell’India, testimonianze intense della nascita del reportage di guerra.
L’Egitto ieri e oggi
Cuore della mostra è la sezione Gli anni egiziani, la più ampia, che documenta il lungo soggiorno di Antonio Beato in Egitto dal 1860 al 1905: le fotografie, organizzate per località, sono affiancate da disegni delle planimetrie dei principali siti archeologici, guidando il visitatore in un ideale viaggio dal Cairo lungo il Nilo fino alla Nubia. Chiude il percorso Dopo Beato, una riflessione sulle trasformazioni della fotografia, in cui le immagini di Beato dialogano con quelle di autori contemporanei attivi in Egitto, affiancate da materiali legati al viaggio egiziano di Mariano Fortuny e Henriette Nigrin e da una video-intervista a Italo Zannier.
La fotografia come strumento di conoscenza
L’allestimento accompagna il visitatore in un racconto fluido, in cui immagini, mappe e materiali d’archivio costruiscono un’esperienza di lettura progressiva e immersiva. Le fotografie presentano paesaggi, architetture e siti archeologici non come presenze isolate, ma come parti di un contesto culturale e territoriale più ampio, restituendo la complessità di un Oriente osservato e interpretato nel tempo. Attraverso questo percorso, la mostra invita a un viaggio che attraversa epoche e sguardi, riaffermando la fotografia come strumento di conoscenza e di dialogo tra culture.
Immagine di anteprima: Antonio Beato, Saqqara, la piramide a gradoni del re Djoser,
1860-1862 (?), stampa all’albumina, Fondazione Musei Civici di Venezia – Museo Fortuny
© Design People Soc. Coop.