
Barocco. Il Gran Teatro delle Idee
La mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e ospitata al Museo Civico San Domenico mette in relazione due epoche lontane, il Seicento e il Novecento, unite da una delle stagioni più incisive per la produzione culturale e artistica europea: il Barocco. Non una semplice ricostruzione storica, ma il racconto di un linguaggio capace di attraversare il tempo.
L’esposizione riunisce circa 200 opere accostando protagonisti del Seicento come Bernini, Borromini, Caravaggio, Pietro da Cortona, Guercino, Guido Reni, Van Dyck, Rubens e artisti del secolo scorso come Bacon, Boldini, de Chirico, Fontana, Melotti, Boccioni.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si articola in 12 sezioni e racconta come il grande teatro delle idee del Seicento abbia modellato e ispirato la modernità. L’immagine non è più rappresentazione pura della realtà, ma uno strumento capace di plasmare le idee, la fede, il potere, lo sguardo e le emozioni.
Le fasi del Barocco
Dalla fine del Cinquecento, con il ritorno all’antico, si arriva a una Roma dei papi in cui il Barocco prende forma anche attraverso le opere commissionate da chi detiene il potere. Il percorso entra poi nella quotidianità aristocratica, dove l’arte convive e si intreccia con la scienza. Le visioni mistiche e l’estasi segnano una ritrovata spiritualità, mentre l’allegoria diventa strumento di costruzione e organizzazione del pensiero. La sezione che restituisce un volto meno noto del Barocco lascia emergere anche un interesse per la rappresentazione dei ceti popolari, prima di tornare alla dimensione del culto reso tangibile. Da qui prende avvio la diffusione del Barocco in Europa, fino al suo ritorno nel Novecento, tra forme e dinamismo.
L’allestimento
Curato dallo Studio Lucchi & Biserni, l’allestimento accompagna questo percorso come una messa in scena continua, in cui le opere costruiscono un racconto progressivo e immersivo.
Un itinerario che non si limita a restituire un periodo storico, ma lo presenta come un laboratorio in cui l’immagine acquisisce una nuova consapevolezza: non più semplice rappresentazione, ma dispositivo capace di persuadere, emozionare e organizzare il mondo.
Immagine di anteprima: Tanzio da Varallo, Davide con la testa di Golia, 1623-1625 circa, Varallo, Palazzo dei Musei, Pinacoteca. Foto Dealberto
© Design People Soc. Coop.