
Bruce Gilden. A Closer Look
La mostra al Museo di Santa Giulia, presenta la prima grande antologica italiana dedicata a Bruce Gilden, figura centrale della street photography contemporanea. Il progetto riunisce un corpus di 80 fotografie che attraversano l’intera carriera dell’artista, restituendone lo sguardo diretto e ravvicinato sul reale.
Un percorso tra luoghi e tempi
Il percorso espositivo si apre con le immagini in bianco e nero degli esordi, a partire dalla fine degli anni Sessanta, e si sviluppa attraverso una geografia ampia che comprende Haiti, il Giappone e diversi contesti europei. Al centro rimane New York, città natale del fotografo, raccontata in un arco temporale esteso, dove si definisce la sua cifra visiva fatta di prossimità e intensità.
Il volto come campo di indagine
Fulcro della mostra è la serie Faces (2013-2024), in cui Gilden concentra l’attenzione sui volti incontrati nelle città di tutto il mondo. L’uso del flash e la distanza ravvicinata isolano i soggetti dallo sfondo, portando in primo piano ogni dettaglio e trasformando l’immagine in una registrazione immediata dell’esperienza umana. I protagonisti sono persone comuni, spesso provenienti da contesti marginali, la cui presenza emerge con forza nella sequenza delle fotografie.
Dispositivi e narrazione
Il racconto espositivo è completato dalla presenza di due film: uno prodotto da Magnum Photos e uno in cui l’artista ripercorre la propria vicenda biografica in dialogo con Martin Parr. Questi materiali accompagnano il visitatore, ampliando la comprensione del lavoro fotografico e del percorso umano di Gilden.
L’installazione alla Pinacoteca Tosio Martinengo
In dialogo con la mostra antologica, la Pinacoteca Tosio Martinengo ospita fino al 12 luglio l’installazione site-specific Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, costruita attorno a un dittico fotografico commissionato all’artista. Il progetto nasce in relazione al prestito di due opere di Raffaello e si configura come una rilettura contemporanea dell’eredità pittorica. Attraverso immagini più frontali e meditate, illuminate da una luce intensa che richiama quella dei dipinti, Gilden trasforma le figure sacre in presenze umane e tangibili. Lo sguardo ravvicinato, cifra distintiva del fotografo, accorcia le distanze tra passato e presente, proponendo una nuova modalità di relazione con l’immagine e con il soggetto rappresentato.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Courtesy Fondazione Brescia Musei, © Erika Serio
© Design People Soc. Coop.