
Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito
Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, la mostra ripercorre le radici e l’evoluzione di uno dei protagonisti della scultura del Novecento, in occasione dei 150 anni dalla nascita: Constantin Brâncuși. L’esposizione propone una lettura articolata dell’opera dell’artista, mettendo in dialogo due matrici fondamentali della sua ricerca.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si sviluppa lungo un doppio asse. Da un lato, la tradizione artigianale dell’Oltenia, terra natale di Brâncuși, con le tecniche di “taille directe”, cioè intaglio diretto e i motivi arcaici del legno. Dall’altro, il confronto con la scultura romana antica, studiata come modello di perfezione formale e punto di partenza per una progressiva astrazione. La mostra accompagna così il visitatore attraverso il passaggio dalla figurazione simbolica a una sintesi modernista fondata su forme essenziali e archetipiche.
In dialogo con l’antico
Accanto alle opere dell’artista, sono presentati anche esempi di anonimi intagliatori della tradizione lignea dell’Oltenia, che restituiscono il contesto culturale da cui prende avvio la sua ricerca. Il dialogo con l’antico emerge in lavori come Testa di ragazzo e Torso, mentre opere come Preghiera segnano un momento di transizione tra realismo e astrazione. Il percorso culmina in esiti di forte sintesi formale in cui classicismo e simbolismo arcaico si fondono, dove la forma si fa pura e tende all’infinito.
L’allestimento
L’allestimento minimale e le luci scolpite per la massima esaltazione delle opere; costruiscono un racconto continuo che mette in relazione origini e modernità, evidenziando come Brâncuși abbia saputo fondere tradizioni apparentemente distanti in una visione unitaria, capace di ridefinire il rapporto tra spazio, forma e infinito.
Immagine di anteprima: Constantin Brâncuși, Danaide, Pietra di Vratsa, non datata, Museo Nazionale d’Arte della Romania © Succession Brancusi/Siae. Foto di Camil Iamandescu
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