
Elliott Erwitt. L’arte di osservare
Il Museo Civico Archeologico di Bologna propone una rilettura dell’opera di Elliott Erwitt, costruita accostando le fotografie entrate nell’immaginario collettivo a un nucleo proveniente dalla sua collezione privata, in parte mai esposto prima. Curata da Biba Giacchetti, la mostra riunisce circa cento immagini che attraversano l’intera carriera del fotografo, intrecciando esperienza personale e storia collettiva.
Tra biografia e fotografia
Il progetto curatoriale concentra l’attenzione sulla componente autobiografica del lavoro di Erwitt. Alle immagini più note si affiancano fotografie legate alla vita privata, agli affetti e agli incontri, insieme a reportage, ritratti e scene quotidiane: dagli episodi della vita familiare ai grandi avvenimenti del Novecento, dalle personalità del cinema e della politica alle immagini di strada. Un nucleo specifico è dedicato al rapporto con l’Italia, dove Erwitt trascorse parte dell’infanzia prima di lasciare il Paese con la famiglia in seguito alle leggi razziali.
Le fotografie sono accompagnate da testi inediti di Biba Giacchetti, che ha condiviso con Erwitt oltre trent’anni di collaborazione professionale, dialogo e amicizia. Ricordi, conversazioni ed episodi legati alla biografia del fotografo affiancano così le immagini nel racconto della sua vita e del suo lavoro.
La messa in scena
Il progetto di allestimento di Massimo Curzi, con il supporto di Marco Belloni, dispone le fotografie su strutture espositive collocate negli ambienti del museo. Immagini di formati differenti si susseguono su lunghe superfici neutre, accompagnate alla base dagli apparati testuali, mentre pannelli colorati introducono alcuni nuclei della mostra. Un rivestimento continuo color ocra interessa parte della pavimentazione in corrispondenza delle strutture espositive, lasciando visibile il pavimento del museo nelle zone laterali.
Immagine di anteprima: Locandina della mostra
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