
Emilio Malerba (1878-1926). Dagli esordi al Novecento Italiano
La Fondazione Ragghianti ospita la prima mostra monografica moderna ad essere dedicata a Emilio Malerba, a cura di Paolo Bolpagni ed Elena Pontiggia, che propone una rilettura organica del pittore milanese tra i protagonisti meno conosciuti ma significativi dell’arte italiana della prima metà del Novecento. L’esposizione si inserisce nel centenario della morte dell’artista e arriva a quasi un secolo dall’ultima retrospettiva a lui dedicata, organizzata nel 1931. La mostra riunisce un ampio corpus di opere, manifesti originali e documenti, arricchito da numerosi lavori inediti emersi nel corso delle ricerche più recenti e presentati per la prima volta al pubblico.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo ricostruisce l’evoluzione della ricerca di Malerba: dagli anni giovanili e dai manifesti pubblicitari realizzati durante la Belle Époque, tra cui quelli per l’Amaro Ramazzotti e per i Grandi Magazzini Italiani Mele, nei quali emerge l’attenzione dell’artista per la figura femminile. Il racconto prosegue con le opere della maturità post-scapigliata, quando la pittura si fa più solida e definita, fino ad approdare a quella forma sospesa e nitida che la critica ha ricondotto al Realismo magico.
Nel suo insieme l’esposizione restituisce la parabola di un artista dalla carriera breve ma intensa, capace di costruire un immaginario raccolto e domestico, popolato da figure femminili e scene di vita quotidiana, in cui la realtà appare filtrata da una sensibilità introversa e delicata.
Il gruppo del Novecento
A completare il percorso, la mostra mette in relazione la ricerca di Malerba con quella degli altri protagonisti del primo nucleo del gruppo del Novecento offrendo uno sguardo più ampio su un contesto artistico che, pur condividendo alcune istanze comuni, non si uniformò mai completamente sul piano stilistico.
Immagine di anteprima: Emilio Malerba, Alessandra Macchi Menni col figlio Piercarlo, 1917, collezione privata. Foto di Luca Carrà
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