Catalogo mostre
un tessuto polimerico che viene posato sui ghiacciai per allentarne lo scioglimento appeso al soffitto e sotto alcune sedute per i visitatori che possono ascoltare suoni registrati all'interno di un ghiacciaio
Veduta della mostra. © Diego De Pol
ArteArte Contemporanea

Fuoripista. arte, sport e inverno

Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, gres art 671 presenta a Bergamo una mostra che indaga gli sport invernali attraverso una prospettiva interdisciplinare, capace di intrecciare arte, design, architettura e ricerca. Il progetto, curato da 2050+ con gres art 671, riunisce opere contemporanee – alcune commissionate appositamente per l’occasione – accanto a lavori storici, installazioni, fotografie, video, materiali d’archivio e strumenti tecnologici, componendo un racconto stratificato che supera la dimensione della pura performance sportiva e si interroga su crisi climatica e adattamento.

Protagonisti la montagna, l’inverno, la neve

La mostra riflette sul mondo della montagna come luogo di desiderio ed esplorazione, ma anche come campo di sperimentazione sociale, tecnologica e ambientale. Sci, pattinaggio, hockey e bob diventano indicatori di valori estetici e culturali, mentre neve e gesto atletico si rivelano costruzioni storiche in continua trasformazione. L’esposizione propone così una narrazione in movimento che attraversa geografie e immaginari differenti, mettendo in dialogo capolavori come Trappola per uccelli di Pieter Brueghel il Giovane e una grande fotografia di Andreas Gursky con microstorie che ampliano l’orizzonte della neve, dall’esperienza delle Cholitas Escaladoras sulle Ande boliviane alle pratiche sciistiche nel Lesotho o in Afghanistan.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo è organizzato in cinque capitoli. Olympics + apre la mostra interrogando l’evoluzione dei Giochi Olimpici Invernali come specchio del proprio tempo; Sport Invernali esplora il parallelismo tra gesto atletico e gesto artistico; Micro-storie raccoglie narrazioni che ridefiniscono i confini culturali della neve; Inverno artificiale analizza la trasformazione del freddo in tecnologia; Criosfera conclude il percorso con una riflessione sull’impermanenza del ghiaccio e sul suo immaginario. In questo attraversamento, opere storiche e contemporanee si intrecciano in un paesaggio emotivo e culturale complesso.

Opere commissionate per la mostra

Un ruolo centrale è affidato alle nuove produzioni commissionate da gres art 671: la video installazione di MASBEDO dedicata all’atleta paralimpico Andrea Lanfri, i progetti di ricerca di Studio Folder e le opere immersive di Numechi.studio realizzate in dialogo con IceLab Bergamo, che trasformano il gesto atletico in esperienza spaziale e percettiva.

L’allestimento

L’allestimento, progettato da 2050+, utilizza muri di mattoni prefabbricati in cemento – rielaborati secondo un principio di sostenibilità e riuso (provengono dalla scenografia della mostra precedente) – insieme a elementi della cultura materiale dell’alpinismo – corde, moschettoni e ganci – evocando il legame tra corpo, tecnica e immaginazione.

Il progetto espositivo si configura come un viaggio attraverso storie e microstorie della neve, invitando il pubblico a guardare oltre la retorica dello sport e a riscoprire la montagna come spazio di relazione, adattamento e immaginazione condivisa.

Immagine di anteprima: Veduta della mostra. © Diego De Pol

© Design People Soc. Coop.

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