
Giacomo Balla. Lo stile dell’Avanguardia. Opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna
Riunendo per la prima volta nella loro completezza le opere appartenenti alla Collezione Laura Biagiotti e alla Fondazione Biagiotti Cigna, la mostra offre una lettura ampia e articolata del percorso creativo di Giacomo Balla. Al Mart di Rovereto sono esposti circa 240 lavori tra dipinti, disegni, arredi, oggetti, abiti e documenti che attraversano le diverse stagioni della sua produzione, dagli esordi divisionisti alle sperimentazioni futuriste, fino alla figurazione degli anni Trenta. Le opere dialogano con selezionati materiali delle collezioni del museo, creando un confronto che restituisce la complessità e la continua evoluzione del suo linguaggio.
Dalla pittura all’arte totale
La mostra mette in evidenza uno degli aspetti più originali del lavoro di Balla: la progressiva estensione del progetto artistico oltre i confini della pittura. Tele, studi preparatori e manifesti dialogano con mobili, arazzi, abiti, accessori e progetti decorativi, restituendo la visione di un autore che immaginava l’arte come forza capace di trasformare ogni ambito della vita quotidiana. In mostra trovano spazio anche il celebre Vestito antineutrale e numerosi progetti per la moda futurista, testimonianza di una riflessione che anticipa temi ancora oggi centrali nel rapporto tra creatività, design e comunicazione.
Un allestimento tra colore e dinamismo
Progettato dallo studio torinese Officina delle Idee, l’allestimento accompagna il visitatore attraverso cinque sezioni dedicate ai principali momenti della vicenda artistica di Balla. Una sala introduttiva accoglie il pubblico con grandi apparati grafici, colori vivaci e geometrie ispirate alle sue opere, mentre gigantografie, testi e dispositivi espositivi contribuiscono a costruire un ambiente coerente con l’energia visiva del Futurismo. A intervallare le diverse sezioni sono presenti nuclei dedicati all’idea di “arte totale”, nei quali mobili e oggetti dialogano con la produzione pittorica.
Il Futurismo come stile di vita
Uno dei temi che emerge con maggiore forza è il rapporto tra arte e moda, elemento che guidò anche le scelte collezionistiche di Laura Biagiotti. Attraverso abiti, tessuti, ricami e accessori progettati da Balla, l’esposizione racconta il momento in cui il Futurismo supera la dimensione della sola avanguardia artistica per trasformarsi in un vero progetto culturale, destinato a influenzare il modo di abitare, vestirsi e immaginare il futuro.
Genio futurista
Al centro della visita si impone Genio futurista, la più grande opera mai realizzata da Balla. Presentato all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1925, il monumentale olio su tela d’arazzo rappresenta uno dei vertici dell’esposizione e sintetizza quella visione dell’arte capace di estendersi dalla pittura agli oggetti, dagli ambienti alla moda. Una presenza che riassume efficacemente l’ambizione di un autore che ha immaginato l’estetica come esperienza totale e quotidiana.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto Mart Rovereto, Jacopo Salvi
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