
Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915
Nella Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca, la mostra sul Simbolismo italiano, restituisce una delle stagioni più visionarie dell’arte tra Otto e Novecento. Oltre 140 opere tra dipinti, sculture e incisioni delineano un percorso che mette in luce la specificità della via italiana al Simbolismo, sviluppata in dialogo con le ricerche europee ma capace di definire un linguaggio autonomo.
L’esposizione attraversa temi centrali come il mito, la natura, la spiritualità e la figura femminile, restituendo un immaginario complesso in cui il visibile si apre a ciò che lo trascende.
Il percorso espositivo
Il percorso si articola in sette sezioni, dalle prime elaborazioni teoriche e letterarie fino alle ultime declinazioni del Simbolismo oltre il 1910, seguendo l’evoluzione di una sensibilità che trasforma la rappresentazione in evocazione.
Le sale della Villa accompagnano il visitatore in un itinerario che intreccia storia e simbolo, paesaggi interiori e visioni oniriche. Dalla rielaborazione della pittura storica alla centralità del mito, fino alle sperimentazioni grafiche e illustrative, emergono i principali protagonisti di questa stagione, tra cui Segantini, Pellizza da Volpedo, Previati e Sartorio, accanto a figure internazionali come Böcklin e Klinger.
L’esterno
Il racconto si estende all’esterno, nel Parco Romantico che circonda la Villa dei Capolavori: uno spazio pensato come proiezione sensibile dei temi simbolisti, dove natura e contemplazione diventano parte integrante dell’esperienza di visita. In questo dialogo continuo tra interno ed esterno, la mostra restituisce un’immagine del Simbolismo italiano come laboratorio aperto, capace di connettere tradizione e modernità in una visione unitaria.
Immagine di anteprima: Cesare Saccaggi, A Babilonia (Semiramide), 1905 ca., Musei Reali di Torino, Galleria Sabauda
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