Catalogo mostre
sezione della mostra Stupire nella Camera dei Capitani. Si vedono molto bene le piccole architetture realizzate con strutture metalliche e tessuti drappeggiati
Veduta della mostra. Foto Gian Maria Pontiroli
Arte

Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio

A Palazzo Te di Mantova, la mostra esplora il rapporto tra arte, scienza e mondo naturale nel Cinquecento. Curata da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, l’esposizione riunisce dipinti, disegni, sculture, oggetti preziosi, materiali esotici e automi provenienti da collezioni italiane ed europee. Le opere di Leonardo da Vinci, Arcimboldo, Caravaggio e altri protagonisti della cultura rinascimentale dialogano con gli ambienti monumentali e gli affreschi di Giulio Romano, raccontando un’epoca in cui la natura diventa oggetto di osservazione, studio, imitazione e meraviglia.

Sette modi di osservare la natura

Il percorso si articola in sette sezioni tematiche – Creare, Distruggere, Sentire, Riprodurre, Conoscere, Stupire e Animare – distribuite nelle sale del palazzo. Dalla rappresentazione della forza generatrice della natura si passa ai fenomeni distruttivi raffigurati nei disegni di Leonardo e nella Camera dei Giganti, alle sculture ispirate agli animali, fino agli studi botanici e alle raccolte naturalistiche. La sezione dedicata alla meraviglia presenta, tra le altre opere, il Bacchino malato di Caravaggio e i dipinti di Arcimboldo, accanto alla ricostruzione di una Wunderkammer. Il percorso si conclude con automi e meccanismi capaci di riprodurre suoni e movimenti del mondo naturale.

L’allestimento di Michele De Lucchi

Il progetto espositivo, firmato da Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE, introduce nelle sale cinquecentesche una sequenza di piccole architetture realizzate con strutture metalliche e tessuti drappeggiati. L’ispirazione nasce dal Sogno di Costantino di Piero della Francesca, nel quale il drappo definisce uno spazio raccolto e teatrale.

Il panneggio, utilizzato nella pittura rinascimentale per costruire profondità e dirigere lo sguardo, diventa così uno strumento architettonico. I tessuti formano quinte, fondali e coperture che delimitano porzioni delle sale, creando ambienti espositivi più raccolti all’interno degli spazi monumentali. Le strutture accompagnano il visitatore in un progressivo avvicinamento alle opere, alternando visuali aperte e situazioni più intime.

A ogni drappo è assegnata una tonalità in relazione ai colori degli affreschi e della natura rappresentata nelle opere. Dal rosso intenso al blu, dal grigio al verde, il colore distingue i diversi nuclei espositivi e contribuisce a definire gli ambienti. Dipinti, sculture, disegni e oggetti sono presentati su basamenti, all’interno di vetrine o in piccole strutture a baldacchino, con un’illuminazione puntuale che ne accompagna la lettura.

L’intervento mantiene visibile l’architettura storica di Palazzo Te: le strutture tessili si inseriscono nelle sale senza occultarne completamente gli apparati decorativi, stabilendo una relazione tra le opere esposte, l’allestimento contemporaneo e gli affreschi di Giulio Romano.

Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto Gian Maria Pontiroli

© Design People Soc. Coop.

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