
La caduta degli angeli ribelli. Francesco Bertos
La mostra alle Gallerie d’Italia di Vicenza, è la prima esposizione dedicata a uno degli scultori più singolari della Serenissima del primo Settecento, Francesco Bertos. Riunendo oltre 40 opere provenienti da musei e collezioni nazionali e internazionali, il progetto restituisce la complessità della sua produzione, nota per le composizioni allegoriche di grande virtuosismo eseguite in bronzo e marmo.
Il percorso espositivo
Il percorso si sviluppa attorno al nucleo centrale della ricerca di Bertos, mettendo in relazione le sue opere con il contesto artistico e culturale in cui operò. Accanto ai suoi lavori, una selezione di sculture e dipinti di artisti come Giambologna, Giovanni Bonazza e Giovanni Battista Foggini, insieme a opere pittoriche di autori quali Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo, contribuisce a ricostruire l’universo figurativo di riferimento. Il racconto si articola tra committenze, modelli e relazioni, restituendo la rete di influenze che ha accompagnato la definizione del suo linguaggio.
Il fulcro della mostra
Cuore dell’esposizione è la scultura Caduta degli angeli ribelli, posta al centro di una sala dedicata. Realizzata in marmo di Carrara e composta da circa sessanta figure, l’opera rappresenta il combattimento tra le schiere del bene e del male, traducendo in forma plastica il racconto dell’Apocalisse. Attorno a questo capolavoro si sviluppa anche un confronto con altre opere sul medesimo soggetto, ampliando la lettura del tema.
Allestimento e dispositivi
Il progetto allestitivo di Antonio Ravalli nasce da un’analisi del progetto scientifico proposto dai curatori e contemporaneamente cerca di dare rilievo al contesto storico-museale in cui è inserito e alle sue peculiarità. C’è quindi una doppia lettura che cerca di trovare una sinergia tra il contenuto e il contenitore con l’intento di valorizzare sia le opere esposte che l’edificio stesso.
L’allestimento valorizza inoltre la centralità della scultura Caduta degli angeli ribelli attraverso un sistema di illuminazione progettato da Pietro Palladino, che ne enfatizza la struttura e la tensione narrativa.
La mostra nel complesso è pensata con pochi materiali: il ferro nero e il velluto di rivestimento. Si è previsto inoltre il reimpiego delle teche in vetro a disposizione del museo, integrandole qualora si sia presentata la necessità.
In uno spazio adiacente, il percorso si arricchisce di dispositivi pensati per ampliare l’esperienza di visita: riproduzioni tattili, un video immersivo, un’intervista accessibile anche in LIS e una restituzione tridimensionale dell’opera centrale accompagnano il visitatore nell’osservazione ravvicinata del lavoro.
Immagine di anteprima: Francesco Bertos, Caduta degli angeli ribelli, particolare, 1725-1735 ca., Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia Vicenza. Foto Marco Zorzanello
© Design People Soc. Coop.