
Lee Ufan
Sette decenni di ricerca attraversano le otto sale di SMAC Venice nella grande personale dedicata a Lee Ufan, presentata da Dia Art Foundation come evento collaterale della Biennale Arte 2026. Curata da Jessica Morgan e sviluppata in stretta collaborazione con l’artista, la mostra riunisce dipinti storici e recenti e tre installazioni, due delle quali realizzate appositamente per questa occasione.
La misura dell’intervallo
Il progetto espositivo porta nelle Procuratie alcuni principi che attraversano la ricerca di Lee Ufan: gesto, intervallo, equilibrio e tensione spaziale. Le opere sono distribuite nelle sale lasciando che distanze e vuoti concorrano alla loro percezione, secondo una concezione nella quale ciò che separa gli elementi assume un ruolo altrettanto significativo della loro presenza. La mostra è stata infatti concepita insieme all’artista per restituire il suo costante confronto con l’architettura e la creazione di ambienti capaci di sollecitare una percezione più consapevole.
Il percorso permette anche di seguire l’evoluzione del linguaggio pittorico. Dai primi From Point e From Line, incentrati sulla ripetizione del gesto, si passa a From Winds e With Winds, definiti dallo stesso Lee una “composizione vivente dello spazio vuoto”, quindi a Correspondance, Dialogue e alla più recente serie Response, nella quale il colore assume un ruolo centrale.
Materia, intervallo, vuoto
Accanto alla pittura, le installazioni portano questa ricerca alla scala dell’ambiente. Materiali naturali e industriali, presenza e assenza, pieno e vuoto definiscono configurazioni nelle quali l’opera non coincide soltanto con i singoli elementi, ma comprende anche gli intervalli che li separano e il luogo che li accoglie.
Nelle sale delle Procuratie restaurate da David Chipperfield, questo principio acquista una dimensione particolare: architettura, opere e vuoti partecipano insieme all’esperienza del visitatore. Non a caso SMAC ha assunto la mostra come punto di partenza per una riflessione pubblica sul rapporto tra arte e architettura e su come le opere di Lee si confrontino con gli spazi delle Procuratie.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto di Lorenzo Palmieri © Lee Ufan / Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Parigi
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