
Liberty. L’arte dell’Italia moderna
La mostra a Palazzo Martinengo di Brescia racconta la nascita di un nuovo linguaggio visivo nell’Italia dei primi anni del Novecento, quando arte, arti applicate e vita quotidiana iniziano a dialogare in modo inedito con l’idea di modernità. La mostra propone un’immersione nelle atmosfere di un’epoca attraversata da profonde trasformazioni culturali e sociali, restituendo il Liberty come espressione diffusa e trasversale, capace di investire ambiti diversi della produzione artistica.
Relazioni tra mezzi espressivi diversi
Il percorso presenta oltre cento capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private, tra dipinti, sculture, affiches, ceramiche, arredi, abiti, fotografie d’epoca e materiali cinematografici. Curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, l’esposizione è articolata in otto sezioni tematiche che superano la suddivisione per discipline, privilegiando una lettura per nuclei e rimandi, capace di mettere in relazione pittura, scultura, grafica, moda e arti applicate.
La figura femminile
Al centro del racconto emerge la figura femminile, interpretata come simbolo della modernità liberty, affiancata alla costruzione di un nuovo immaginario visivo legato al tempo libero, alla vita urbana, alla villeggiatura e alla comunicazione pubblicitaria. Pittura e scultura dialogano con fotografia e moda, mentre una selezione di spezzoni cinematografici restituisce l’affermarsi del nuovo linguaggio filmico e del divismo.
Modernità e tradizione
Il percorso invita il visitatore a entrare in una stagione di passaggio, in cui la natura diventa riferimento formale privilegiato e la modernità si confronta con la tradizione artigianale. La mostra si configura così come un racconto unitario, che accompagna lo sguardo attraverso le molteplici declinazioni del Liberty nella cultura visiva italiana.
Immagine di anteprima: Vittorio Matteo Corcos, Ritratto della contessa Lia Silvia Goldmann Clerici, particolare, 1911 ca., Collezione privata
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