
Metafisica/Metafisiche. Modernità e malinconia
La mostra, a cura di Vincenzo Trione, costituisce il nucleo principale di un progetto espositivo diffuso in città e trova a Palazzo Reale il suo centro narrativo. L’esposizione indaga la stagione della Metafisica e le sue eredità, mettendo in dialogo i protagonisti storici del movimento con artisti del Novecento e contemporanei che ne hanno ripreso atmosfere e visioni.
Un linguaggio che attraversa arti visive e altri ambiti creativi
Nelle sale sono riunite oltre 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design, modelli architettonici, video e materiali provenienti da più di 150 istituzioni e collezioni pubbliche e private. Il percorso attraversa la nascita della Metafisica a Ferrara nel 1917 con Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis e Giorgio Morandi, per estendersi alle successive diramazioni del linguaggio metafisico nelle arti visive e in altri ambiti creativi.
Il percorso espositivo
L’itinerario si articola in sezioni che accostano opere dei maestri a risonanze del movimento nel corso del XX e XXI secolo, alternando nuclei storici e approfondimenti tematici. In ogni sala compaiono “zoomate” su opere particolarmente significative e ricostruzioni del contesto storico, mentre dipinti dei protagonisti ritornano come presenze ricorrenti a scandire il racconto. Prologo ed epilogo sono dedicati a Giorgio de Chirico, figura centrale dell’intero percorso.
Il progetto di allestimento è firmato dall’architetto Massimo Curzi con Marco Belloni e Isidoro Panitti. Attraverso un itinerario ampio e stratificato, la mostra costruisce un attraversamento che collega la stagione storica della Metafisica alle sue molteplici risonanze, restituendo un racconto corale tra opere, linguaggi e tempi diversi.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. © Lorenzo Palmieri. In primo piano Giorgio de Chirico, “Le muse inquietanti, 1925 (metà anni quaranta). Giorgio de Chirico by SIAE 2026
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