
Mona Hatoum. Over, under and in between
Per la Cisterna della Fondazione Prada Mona Hatoum concepisce “Over, under and in between”, un progetto site-specific che dialoga direttamente con l’architettura dell’ex distilleria, ridefinendone le tre navate come un percorso di crescente intensità percettiva. Tre installazioni autonome scandiscono la visita, invitando il pubblico a misurarsi con un ambiente in cui attrazione e inquietudine, equilibrio e instabilità convivono continuamente. Il corpo del visitatore entra così a far parte dell’opera, chiamato a confrontarsi con forme essenziali capaci di evocare fragilità, tensione e precarietà.
Attraversare la Cisterna
Ciascun ambiente sviluppa uno dei motivi ricorrenti della ricerca dell’artista – la ragnatela, la mappa e la griglia – instaurando un dialogo diretto con le proporzioni monumentali della Cisterna. Nella prima sala una grande rete sospesa di sfere in vetro soffiato trasforma un simbolo di intrappolamento in una presenza luminosa che richiama una costellazione. Al centro del percorso, oltre trentamila sfere di vetro rosso, appoggiate direttamente sul pavimento, compongono un planisfero privo di confini politici, restituendo l’immagine di un mondo fragile e instabile attorno al quale il pubblico è chiamato a muoversi. La visita si conclude con all of a quiver, una torre metallica in continuo movimento che oscilla tra equilibrio e collasso accompagnata da un insistente cigolio, rendendo percepibile la precarietà della struttura e dell’intero ambiente.
Una ricerca tra corpo e percezione
Nata a Beirut da una famiglia palestinese e residente a Londra dal 1975, Mona Hatoum sviluppa da oltre quarant’anni una ricerca che attraversa performance, video, scultura e installazione affrontando temi come sradicamento, controllo, vulnerabilità e conflitto. In “Over, under and in between” questi temi prendono forma attraverso un linguaggio essenziale, nel quale geometrie, materiali e movimento coinvolgono direttamente il corpo del visitatore. La forza del progetto risiede proprio nel dialogo tra le opere e la Cisterna, dove architettura e installazioni costruiscono un’esperienza che coinvolge direttamente il visitatore e ne modifica continuamente la percezione.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra, particolare di Map (red), 2026. Foto Roberto Marossi, courtesy Fondazione Prada
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