
OBEY: Power to the Peaceful
Oltre 150 opere di Shepard Fairey, tra lavori iconici, rarità d’archivio e nuove produzioni, sono riunite alle Gallerie d’Italia – Napoli nella mostra curata da Giuseppe Pizzuto. Poster, serigrafie e opere su carta, legno, tela e alluminio ripercorrono un linguaggio visivo nato nello spazio pubblico, nel quale immagini, simboli e slogan affrontano temi politici e sociali attraverso i codici della propaganda e della comunicazione di massa.
Immagini nello spazio
Il progetto di allestimento di Guido Maggi inserisce negli ambienti monumentali del museo una successione di pareti e quinte nere, sulle quali le opere sono presentate singolarmente o riunite in sequenze di formati diversi. A queste si alternano grandi immagini verticali che riprendono alcuni soggetti di Fairey e assumono una dimensione architettonica. Sul fondo scuro emergono i rossi, gli azzurri e i toni chiari delle composizioni, ripresi anche dai riflessi del pavimento in marmo. La grafica nell’allestimento è curata da studio FM milano.
Temi e linguaggi
La mostra è articolata nei quattro nuclei People Power, Giustizia sociale, Guerra e pace e Propaganda. Volti, scritte, motivi floreali e riferimenti alla cultura politica e musicale attraversano l’esposizione, mentre Fairey riprende l’immediatezza della comunicazione pubblicitaria e propagandistica per modificarne contenuti e significati. Una sezione raccoglie inoltre le opere realizzate appositamente per la mostra, accomunate dalla presenza ricorrente del motivo floreale.
Dal museo alla città
La presenza di Fairey a Napoli si estende a due interventi nello spazio pubblico. A Ponticelli, Third Eye Open Peace occupa la facciata di un edificio in via Carlo Miranda con un grande volto femminile associato alla parola “PACE” e al motivo del terzo occhio. Nel centro storico, Peace is Power interviene invece sulla scalinata monumentale della chiesa di Donnaregina Nuova, trasformando i gradini nel supporto di una composizione dedicata alla pace.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto Salvatore Laporta
© Design People Soc. Coop.