
Stadi. Architettura e mito
La mostra indaga lo stadio come dispositivo architettonico e culturale, capace di raccontare le trasformazioni della società attraverso sport, città e identità collettiva. L’esposizione propone uno sguardo che intreccia dimensioni architettoniche, urbanistiche e sociali, restituendo lo stadio come spazio complesso, insieme infrastruttura e simbolo, luogo di rito e di rappresentazione contemporanea.
Dalla storia alla contemporaneità
Il percorso ripercorre l’evoluzione degli stadi, dalla Grecia antica ai grandi impianti contemporanei, mettendo in luce il passaggio da spazio per la competizione sportiva a struttura polifunzionale. Nel tempo, queste architetture si trasformano in centri vitali capaci di ospitare eventi, spettacoli e manifestazioni collettive, diventando strumenti di trasformazione urbana e di narrazione delle città.
Il percorso espositivo
Articolata secondo un andamento cronologico, la mostra si sviluppa attraverso modelli, disegni, fotografie e materiali d’archivio, affiancati da opere e installazioni. L’allestimento, progettato da Lorenzo Bini – studio Binocle, costruisce una sequenza di ambienti in cui tavoli espositivi e pareti “spalti” accompagnano il visitatore in un racconto per epoche, tra memoria, tecnica e immaginario.
Esperienza e immaginario
Il percorso integra installazioni e dispositivi immersivi, come la videoproiezione Zidane, A 21st Century Portrait, e introduce elementi che richiamano l’esperienza fisica dello stadio, tra cui una tribuna utilizzabile dal pubblico. Tra architettura, arte e documenti, la mostra restituisce lo stadio come spazio vissuto e condiviso, in cui dimensione collettiva ed esperienza individuale si intrecciano.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. © Pasqualini-Fucilla – MUSA
© Design People Soc. Coop.