
Vette. Storie di sport e montagne
La mostra utilizza lo sport come chiave di lettura per raccontare la trasformazione della montagna e delle comunità alpine, mettendo in relazione territorio, pratiche sportive e immaginario collettivo. La mostra propone uno sguardo storico e culturale sulla montagna come spazio vissuto, attraversato da lavoro, tempo libero e cambiamenti sociali.
La storia dei Giochi
Curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, l’esposizione si sviluppa negli spazi interni ed esterni di Palazzo Besta ed è articolata in tre nuclei tematici. Al piano terra, nella corte e nelle cantine, manifesti storici, immagini, video e cimeli olimpici e paralimpici ripercorrono la storia dei Giochi Invernali, dalle origini fino all’attualità. Il primo piano accoglie una selezione di manifesti pubblicitari dedicati agli sport invernali e alle località sciistiche, documentando la costruzione dell’immaginario alpino moderno.
Uno sguardo femminile
Nel Salone d’Onore il racconto si concentra sull’evoluzione dello sci e dell’attrezzatura da montagna, affiancata da uno sguardo al femminile che attraversa l’intera mostra, mettendo in relazione le storie delle atlete con la vita quotidiana delle donne delle valli alpine del Novecento. Il percorso si completa con un livello di lettura dedicato alle trasformazioni contemporanee del paesaggio alpino e alle sfide future tra sviluppo, ambiente e sostenibilità all’interno del quale troviamo l’installazione site-specific nel giardino con le fotografie di Vincenzo Martegani e i dipinti di Luca Conca.
La mostra offre un’esperienza di visita che intreccia memoria, sport e territorio, restituendo la montagna come luogo complesso e in continua trasformazione.Giochi Olimpici Invernali di Cortina 1956, la pattinatrice statunitense Carol Heiss sulla pista di pattinaggio davanti all’hotel Cristallo, Collezione Mario Capuano
Immagine di anteprima: Giochi Olimpici Invernali di Cortina 1956, la pattinatrice statunitense Carol Heiss sulla pista di pattinaggio davanti all’hotel Cristallo, Collezione Mario Capuano
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