
Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026
In occasione degli ottant’anni della Repubblica, il MAXXI dedica una mostra all’architettura italiana dal 1946 a oggi, attraverso materiali d’archivio, progetti, fotografie, interviste e installazioni. Curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, l’esposizione mette in relazione l’eredità del secondo Novecento con le esperienze che hanno segnato il passaggio al nuovo millennio e con le ricerche più recenti.
Fotogrammi dalla storia
La prima parte attraversa la storia repubblicana attraverso alcuni temi – memoria, edilizia residenziale pubblica, museografia, istruzione, infrastrutture e spazi per la collettività – documentati da una selezione di materiali d’archivio. A introdurre il percorso sono le testimonianze di otto protagonisti dell’architettura italiana e la reinterpretazione, affidata a Matilde Cassani Studio, del Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti dello Studio BBPR.
Cronache del presente
Il percorso prosegue con la cosiddetta “generazione Erasmus”: Barozzi Veiga, Giulia de Appolonia, DEMOGO, ELASTICOFarm, Kuehn Malvezzi, Labics, MoDusArchitects e Francesca Torzo. Per ciascuno degli otto studi Allegra Martin ha fotografato un’opera-manifesto scelta come rappresentativa del proprio modo di progettare. A questa lettura fotografica si affianca un grande tavolo sul quale ogni autore presenta materiali capaci di sintetizzarne metodo e ricerca.
NeXT Generation
La sezione conclusiva è dedicata a NXT, il programma con cui il MAXXI invita giovani progettisti a realizzare installazioni temporanee per gli spazi esterni del museo. Una sequenza di schermi ripercorre le otto edizioni di YAP e le due di NXT, mentre nel Centro Archivi sono esposti Rubato del collettivo HPO, vincitore dell’edizione 2026, e i quattro progetti finalisti. Nella piazza del MAXXI, Rubato diventa anche platea per gli eventi estivi e integra un paesaggio sonoro di Agnese Menguzzato.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto Giorgio Benni
© Design People Soc. Coop.