Catalogo mostre
Suspended Playtime attiva il museo con una costellazione di elementi sospesi. Le sfere fai-da-te richiamano l’ingegnosità dei bambini che realizzano palloni da calcio con materiali di scarto nel Kenya natale di Mutu e altrove. Fluttuando appena sopra il pavimento introducono movimento, informalità e improvvisazione in uno spazio fortemente decorato
Veduta della mostra con Suspended Playtime. Courtesy Galleria Borghese, foto Agostino Osio
Arte Contemporanea

Wangechi Mutu. Poemi della terra nera

La mostra alla Galleria Borghese, presenta un intervento site-specific di Wangechi Mutu, artista keniota e americana, a cura di Cloé Perrone, che attraversa le sale del museo, la facciata e i Giardini Segreti. Il progetto mette in relazione il linguaggio dell’artista con l’architettura e la collezione storica, costruendo un dialogo tra contemporaneo e tradizione classica attraverso scultura, installazione e immagine in movimento.

Il percorso e l’allestimento

L’esposizione si articola in due ambiti complementari. All’interno, le opere si inseriscono in modo diretto nello spazio museale, affiancando la collezione senza sostituirla: presenze sospese, elementi poggiati o in equilibrio ridefiniscono l’orientamento delle sale e aprono nuove prospettive di visione. Le sculture, spesso librate o pendenti dai soffitti, introducono una dimensione di leggerezza che modifica la percezione dell’ambiente.

L’allestimento coincide con il progetto artistico, che agisce per inserimenti e relazioni, trasformando il museo attraverso interventi puntuali e diffusi. All’esterno, sulla facciata e nei Giardini Segreti, si dispongono opere che dialogano con l’ordine classico del sito, introducendo figure ibride e forme che richiamano vasi archetipici e presenze simboliche, estendendo il percorso oltre gli spazi interni.

Materiali e dispositivi

L’uso di materiali eterogenei – bronzo, legno, piume, terra, carta, acqua e cera – introduce una dimensione organica all’interno degli ambienti storici. Accanto alla componente scultorea, il progetto integra video e interventi sonori, ampliando l’esperienza attraverso elementi temporali e immersivi.

Nel suo insieme, la mostra propone una ridefinizione dello spazio museale, attraversato da presenze leggere e stratificate, in cui le opere si inseriscono come elementi attivi, capaci di modificare lo sguardo e le modalità di fruizione.

Immagine di anteprima: Esterno della Galleria con lo stendardo della mostra. Courtesy Galleria Borghese, foto Agostino Osio

© Design People Soc. Coop.

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