Pattinare sul ghiaccio tra gli affreschi del Settecento
Nel primo piano di Palazzo Diedo, all’interno dell’elegante sala da ballo affrescata del settecentesco edificio veneziano, l’artista tedesco Olaf Nicolai realizza Eisfeld II, una spettacolare installazione di ghiaccio artificiale che trasforma lo spazio storico in una patinoire accessibile al pubblico. Presentata da Berggruen Arts & Culture, l’opera si inserisce nell’anno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, introducendo nel cuore del palazzo un’esperienza inattesa, fisica e partecipativa.
La musica
Eisfeld II, una pista di pattinaggio di 100 metri quadrati, è collocata in uno degli ambienti più rappresentativi dell’edificio. L’installazione è accompagnata da una musica diffusa attraverso sei altoparlanti disposti intorno alla pista, progettata per amplificare e restituire i movimenti dei visitatori mentre pattinano. Il suono diventa così parte integrante dell’esperienza, contribuendo a definire una dimensione immersiva che coinvolge corpo, spazio e percezione.
Un allestimento site-specific
L’opera, sviluppata originariamente dall’artista oltre vent’anni fa, viene qui reinterpretata appositamente per Palazzo Diedo. Questo nuovo allestimento dialoga in modo diretto con l’architettura del palazzo settecentesco, mettendo in relazione la solennità e la memoria storica dello spazio con un’azione contemporanea legata al movimento, al gioco e alla partecipazione. La presenza del ghiaccio all’interno di un ambiente decorato da affreschi genera un cortocircuito visivo e concettuale che accentua il contrasto tra passato e presente, tra la funzione originaria dello spazio e il suo temporaneo riuso.
I luoghi d’arte come spazi accoglienti
L’installazione propone una riflessione sulla destinazione d’uso dei luoghi d’arte. Eisfeld II invita a considerare il museo non solo come spazio di contemplazione, ma come luogo accogliente, aperto a esperienze dirette e a una partecipazione attiva del pubblico. In questo senso, la pista di pattinaggio non è un semplice elemento scenografico, ma un dispositivo che sollecita una diversa relazione tra visitatore, opera e architettura.
I light box
Alle estremità della pista sono collocati i due light box ENJOY/SURVIVE I & II, che introducono una dimensione concettuale esplicita all’interno dell’esperienza. Le due parole, poste in dialogo visivo con l’azione del pattinare, invitano a riflettere sul delicato equilibrio tra piacere e sopravvivenza, trasformando il movimento sul ghiaccio in una meditazione sensoriale e mentale. Il gesto ludico si carica così di una tensione simbolica che accompagna il visitatore lungo tutta l’esperienza.
Arte contemporanea e architettura storica
Inserita in un palazzo che, dopo un lungo restauro, è tornato a essere luogo di confronto tra arte contemporanea e passato, Eisfeld II rafforza il dialogo tra intervento artistico e architettura storica. L’installazione di Olaf Nicolai utilizza lo spazio monumentale non come semplice contenitore, ma come parte attiva dell’opera, rendendo il percorso di visita un’esperienza in cui corpo, suono, ghiaccio e architettura concorrono a ridefinire il modo di abitare temporaneamente un luogo d’arte.
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