Una dimora storica si rinnova per ospitare la porcellana europea
Nel cuore di Trieste, il Civico Museo Sartorio si arricchisce di un nuovo capitolo museografico con l’allestimento permanente della Collezione Lokar, un nucleo di porcellane europee che approda nelle sale dell’antica dimora ottocentesca trasformandola in una vera e propria “grotta delle meraviglie” contemporanea. La raffinata raccolta, frutto di sessant’anni di passione collezionistica di Giovanni Lokar insieme alla moglie Sonja Polojaz, diventa così patrimonio pubblico, consegnando alla città oltre 550 pezzi di più di 80 manifatture differenti, tra le più prestigiose d’Europa.
Gli spazi dedicati alla collezione
Il percorso espositivo, ospitato in due ambienti appositamente ripensati, introduce il visitatore a un viaggio nella storia della porcellana, dalle origini tedesche del 1709 fino all’evoluzione stilistica e produttiva dei secoli successivi. L’ordinamento segue una logica insieme geografica e cronologica: una sala è dedicata alla porcellana italiana – con particolare attenzione ai nuclei veneziani e alle manifatture venete – l’altra invece presenta la produzione del resto d’Europa, restituendo un quadro d’insieme che consente di cogliere le peculiarità delle botteghe, le variazioni decorative e l’evoluzione del gusto.
L’allestimento
Il nuovo allestimento è stato ideato dall’architetto Gabriele Pitacco anche per la parte grafica, in stretta collaborazione con il team curatoriale del Museo Sartorio, e realizzato da Clemente Costruzioni e dalla falegnameria Burelli, che hanno tradotto il progetto in un’architettura museale dalla forte impronta identitaria. La curatela scientifica è firmata da Michela Messina, conservatrice del Museo, che ha definito criteri e narrazione dell’esposizione. L’insieme restituisce un ambiente immersivo, intimo e suggestivo, dove materiali, luce e spazio concorrono a valorizzare la natura preziosa dei manufatti.
Il sistema vetrine
Elemento distintivo dell’allestimento è il sistema di vetrine, progettato e realizzato da Goppion, eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale. Le strutture, in metallo, vetro extra chiaro antisfondamento e superfici specchianti, offrono una visione a 360° degli oggetti, permettono di ammirare marchi e dettagli costruttivi e garantiscono condizioni ottimali di sicurezza e conservazione. In entrambe le sale trova posto una grande vetrina semicircolare ispirata alle British Galleries del Metropolitan Museum of Art, riservata ai pezzi più preziosi; panche semicircolari, una delle quali dotata di tablet interattivo, invitano il pubblico a soffermarsi, consultare contenuti di approfondimento e osservare le opere con maggiore consapevolezza.
La mappa
Una parete interamente dedicata alla mappa d’Europa, disegnata a mano e illuminata dai marchi delle manifatture nelle rispettive città di produzione, guida il visitatore attraverso la geografia della porcellana, mentre testi esplicativi raccontano la storia del collezionista e il senso della sua impresa culturale. L’effetto complessivo è quello di uno scrigno luminoso, pensato per esaltare la preziosità dei manufatti, l’eleganza delle forme e la ricchezza dei decori.
Un patrimonio identitario
La Collezione Lokar, già riconosciuta come una delle raccolte più complete nel panorama europeo del Settecento per varietà di manifatture, arricchisce ora in modo sostanziale l’offerta museale triestina. Il suo ingresso nelle collezioni del Museo Sartorio non solo accresce la rilevanza scientifica dell’istituzione, ma restituisce alla città un patrimonio identitario, legato alla sua storia culturale e ai suoi incroci tra mondo italiano e mitteleuropeo.
L’esperienza di visita
Con l’apertura al pubblico delle nuove sale, la dimora borghese ottocentesca si conferma luogo privilegiato di conoscenza e scoperta, capace di coniugare la dimensione domestica dell’antica casa con una museografia aggiornata, che trasforma la visita in un’esperienza partecipe e raffinata. La Collezione Lokar non è solo espressione di un gusto collezionistico di altissimo profilo, ma un tassello prezioso che ridefinisce, oggi, l’immagine del Museo Sartorio e il suo ruolo nel panorama culturale europeo contemporaneo. L’esposizione della collezione donata al Comune di Trieste, è promossa dall’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, e realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
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