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Vista aerea degli edifici del Los Angeles County Museum of Art, comprese le David Geffen Galleries nel contesto del quartiere Miracle Mile. Foto © Iwan Baan
Vista esterna da sud-est verso Wilshire Boulevard con "Smoke" (1967) di Tony Smith in primo piano, David Geffen Galleries, Los Angeles County Museum of Art. Opera © Tony Smith Estate/Artists Rights Society (ARS), New York, foto © Iwan Baan
Vista esterna da nord-ovest da Wilshire Boulevard con "Smoke" (1967) di Tony Smith sulla sinistra, David Geffen Galleries, Los Angeles County Museum of Art. Opera © Tony Smith Estate/Artists Rights Society (ARS), New York, foto © Iwan Baan
Dettagli dell'esterno delle David Geffen Galleries, Los Angeles County Museum of Art. Foto © Iwan Baan
Si vedono le grandi tende progettate dalla textile designer giapponese Reiko Sudō: tessuti cromati semi-trasparenti che filtrano la luce e proteggono le opere più sensibili senza interrompere il rapporto visivo con l’esterno.
Vista dell'interno delle David Geffen Galleries, Los Angeles County Museum of Art. Foto © Museum Associates/LACMA
Si vedono le grandi tende progettate dalla textile designer giapponese Reiko Sudō: tessuti cromati semi-trasparenti che filtrano la luce e proteggono le opere più sensibili senza interrompere il rapporto visivo con l’esterno.
Vista dell'interno delle David Geffen Galleries, Los Angeles County Museum of Art. Foto © Museum Associates/LACMA

Un museo orizzontale per una collezione globale

Con la recente apertura delle nuove David Geffen Galleries, il Los Angeles County Museum of Art conclude un lungo processo di trasformazione architettonica e museale iniziato oltre vent’anni fa. Il nuovo edificio progettato da Peter Zumthor nasce come spazio permanente per la collezione del museo e propone una diversa organizzazione del percorso espositivo, costruita attorno a un grande livello orizzontale sospeso sopra Wilshire Boulevard.

La struttura, lunga circa 270 metri, si sviluppa come un volume continuo in vetro e cemento che curva liberamente tra Hancock Park e il tessuto urbano di Los Angeles. Il piano espositivo principale, rialzato di circa nove metri rispetto al livello stradale, libera al suolo una sequenza di piazze pubbliche, spazi aperti e padiglioni dedicati a programmi educativi, ristorazione, auditorium e attività del museo.

Un percorso aperto e continuo

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda l’organizzazione del percorso espositivo. Zumthor concentra l’intera collezione permanente su un unico livello, evitando separazioni rigide tra epoche, aree geografiche o culture. L’architettura non impone un itinerario prestabilito: il visitatore può attraversare liberamente le gallerie seguendo connessioni visive, relazioni tra opere o il proprio ritmo di visita.

Le sale alternano dimensioni, configurazioni e condizioni luminose differenti. Alcuni ambienti si aprono verso l’esterno attraverso grandi superfici vetrate a tutta altezza che incorniciano il paesaggio urbano di Los Angeles, mentre altri assumono un carattere più raccolto e controllato. La luce naturale entra così nel percorso come elemento variabile dell’esperienza espositiva, modificando la percezione degli spazi durante la giornata.

A regolare questo rapporto contribuiscono le grandi tende progettate dalla textile designer giapponese Reiko Sudō: tessuti cromati semi-trasparenti che filtrano la luce e proteggono le opere più sensibili senza interrompere il rapporto visivo con l’esterno.

Un allestimento costruito sulle connessioni

L’allestimento inaugurale coinvolge quarantacinque curatori del museo e occupa circa 10.000 metri quadrati di superficie espositiva. Il progetto evita una lettura cronologica o disciplinare e utilizza gli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano, insieme al Mediterraneo, come struttura interpretativa per costruire relazioni tra culture, rotte commerciali, pratiche artistiche e migrazioni.

Ogni sezione mette in relazione opere provenienti da periodi e contesti differenti. Le gallerie dedicate all’Atlantico intrecciano arti decorative, fotografia, pittura e tessuti africani, latinoamericani e nordamericani; quelle dedicate al Pacifico lavorano sui temi degli scambi commerciali, delle culture indigene e delle sperimentazioni legate alla West Coast americana.

Nelle sezioni dedicate all’Oceano Indiano il percorso attraversa sculture dell’Asia meridionale e sud-orientale, tessuti e manufatti provenienti dalle storiche reti commerciali della Silk Road, mentre le gallerie del Mediterraneo costruiscono relazioni tra antichità classiche, arti islamiche, Europa barocca e culture del Medio Oriente.

Nuove commissioni e spazi pubblici

Parallelamente al riallestimento della collezione permanente, il museo ha commissionato nuove opere pensate specificamente per gli spazi progettati da Zumthor. Tra queste figurano Octavia’s Gaze di Todd Gray, l’installazione ambientale Jagyeong Hall, Gyeongbok Palace di Do Ho Suh e i nuovi interventi di Lauren Halsey e Tavares Strachan inseriti nelle gallerie dedicate al Mediterraneo.

Anche il livello della piazza viene trattato come parte integrante del progetto. I sette padiglioni che sostengono il piano principale definiscono una sequenza di spazi coperti destinati a installazioni, programmi educativi e opere permanenti. L’intera superficie del ground plane, circa 19.000 metri quadrati, ospita Feathered Changes, intervento commissionato all’artista Mariana Castillo Deball e sviluppato in stretta collaborazione con Zumthor.

Tra le opere collocate all’esterno figurano anche Tlali di Pedro Reyes, l’installazione luminosa Five Days in Claude Monet’s Garden di Diana Thater e Beam di Shio Kusaka. Accanto alle nuove commissioni ritornano inoltre alcune opere già associate all’identità del museo, come Smoke di Tony Smith e Split-Rocker di Jeff Koons.

Architettura, luce e paesaggio urbano

Il livello sospeso delle gallerie libera il piano terra e trasforma l’area sottostante in una sequenza continua di piazze, attraversamenti e spazi ombreggiati aperti alla città. Sopra, il percorso alterna sale raccolte e grandi aperture verso Los Angeles, lasciando che luce naturale, paesaggio urbano e allestimento entrino direttamente nell’esperienza di visita.

© Design People Soc. Coop.

Los Angeles County Museum of Art
5905 Wilshire Blvd.
Los Angeles, CA, Stati Uniti