
Erwin Wurm. Dreamers
Al Museo Fortuny le sculture di Erwin Wurm entrano negli ambienti di Palazzo Pesaro degli Orfei confrontandosi con un luogo che conserva fortemente l’impronta del suo ideatore. La mostra, a cura di Elisabetta Barisoni e Cristina Da Roit, si sviluppa sui tre piani del museo mettendo in relazione il lavoro dell’artista austriaco con l’architettura, le opere e l’universo creativo di Mariano Fortuny.
Misurarsi con il Fortuny
Il rapporto con lo spazio ha avuto un ruolo centrale nella costruzione della mostra. Wurm ha collaborato con le curatrici e con il Museo alla definizione dell’allestimento, intervenendo sui colori e sulla disposizione delle opere per trovare un equilibrio con la forte identità visiva del palazzo. Il percorso non neutralizza quindi il carattere degli ambienti storici, ma lo assume come parte della messa in scena.
Abito, corpo, presenza
Gli accostamenti costruiti lungo il percorso fanno emergere corrispondenze tra le ricerche dei due artisti. Il tema dell’abito come estensione scultorea del corpo trova un riferimento nelle creazioni di Fortuny: gli indumenti senza figura della serie Substitutes sono posti in relazione con il Delphos, mentre Yikes si confronta con lo scialle Knossos. Materia e gesto definiscono così una condizione sospesa tra presenza e assenza.
Il visitatore diventa scultura
Al secondo piano le One Minute Sculptures introducono una dimensione partecipativa. Seguendo le istruzioni dell’artista e utilizzando oggetti quotidiani, i visitatori assumono per un minuto pose che trasformano temporaneamente il loro corpo in scultura. I grandi cuscini antropomorfi della serie Dreamers portano invece nelle sale forme instabili e stranianti, sospese tra dimensione fisica e mondo onirico.
Il museo diventa così parte attiva del percorso: la presenza delle sculture modifica la percezione degli spazi, mentre la stratificazione storica e visiva del Fortuny offre il termine di confronto attraverso cui leggere il lavoro di Wurm.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto Markus Gradwohl
© Design People Soc. Coop.