
Isaac Julien. Museum Dreams
Cinque grandi installazioni video multischermo trasformano il carattere industriale di gres art 671 in una sequenza di ambienti immersivi. La mostra, prima grande antologica italiana dedicata a Isaac Julien, attraversa oltre trent’anni della sua ricerca mettendo in dialogo immagini in movimento, fotografie, sculture e materiali d’archivio.
Un’architettura da attraversare
Progettato da Adjaye Associates, con lighting design di Viabizzuno, l’allestimento interviene nel grande padiglione senza definire un itinerario univoco. Stanze chiuse si alternano ad aperture, finestre e varchi sagomati che lasciano intravedere le altre opere e la struttura complessiva della mostra. Prospettive profonde e ambienti più raccolti scandiscono una successione di compressioni e dilatazioni percettive, mentre rosso, blu, turchese e argento caratterizzano alcune delle sale secondo un codice cromatico scelto dall’artista.
Il suono contribuisce alla costruzione dell’esperienza come elemento architettonico immateriale. Ogni ambiente conserva una propria identità ma partecipa a un insieme unitario, costruito attraverso immagini, attraversamenti e aperture reciproche.
Lo spettatore mobile
La libertà di movimento diventa parte della messa in scena. Julien definisce il visitatore uno “spettatore mobile”, chiamato a scegliere tempi, direzioni e punti di vista anziché seguire una visione frontale e predeterminata. Le grandi dimensioni dell’ex sito produttivo e le tracce delle sue precedenti funzioni entrano così nella drammaturgia espositiva: il luogo non è un semplice contenitore, ma partecipa al rapporto tra immagine, suono e corpo.
Immagine di anteprima: Isaac Julien, Lina Bo Bardi – A Marvellous Entanglement, 2019, installation view, Museum Dreams, gres art 671, 2026, ph. Diego De Pol, courtesy the artist and Victoria Miro © Isaac Julien
© Design People Soc. Coop.